Contrordine compagni. Se mercoledì Angelino Alfano si era arrampicato sugli specchi per cercare di convincere militanti e contendenti della necessità di avere più tempo per celebrare le primarie, oggi è tornato rapidamente sui suoi passi con un’inversione di marcia davvero sorprendente. Le primarie del Pdl si celebreranno, come da copione iniziale, il 16 di dicembre. Sorprende, ma oggi due ex Guardasigilli come Alfano e Nitto Palma, hanno dato il via alle primarie degli indagati. Perchè non c’è solo il “padre nobile” del partito, proprio lui, Silvio Berlusconi, che arriva a questo appuntamento politico sfoggiando addirittura le mostrine da condannato. C’è anche Giampiero Samorì che è indagato per accesso abusivo a dati informatici. E pure il giovanissimo Alessandro Proto, appena affacciatosi ai lidi della politica, che già si trova indagato per truffa. Insomma, una partita tra simili. Che, si diceva, si consumerà nei tempi stabiliti. Una festa da non perdere. E per quanto riguarda la Campania, proprio Nitto Palma apre le porte a chi è sotto inchiesta: “Nessun ostacolo alla candidatura”

Ormai – sarebbe stato questo il ragionamento fatto da Denis Verdini e Gianni Letta, entrambi impegnati sul problema dei tempi – saltare la data del 16 dicembre avrebbe costretto ad andare alle urne ben dopo le vacanze di Natale e, dunque, a campagna elettorale nazionale e regionale già di fatto iniziata. “Al 16 di gennaio – questa la considerazione di Verdini – ci dobbiamo arrivare già pronti, non con i pezzi ancora per aria”. Anche il Cavaliere sarebbe stato d’accordo su questa ipotesi, soprattutto per il fatto che “bisogna togliersi questo dente” rapidamente; per lui, com’è noto, il Pdl è ormai decomposto, sta pensando ad un nuovo soggetto politico e dunque quel che succede dentro in un partito non più utile alla disputa elettorale nazionale gli interessa molto poco. Del Pdl, però, Berlusconi ha ancora bisogno del “popolo”. E questa occasione delle primarie può essere un modo anche per testare e “chiamare all’adunata” l’elettorato disorientato da scandali e sconfitte. Per contarsi e quindi studiare la successiva strategia di attacco. Il Cavaliere, secondo le ultime novità di via dell’Umiltà, vorrebbe formare una lista di “personaggi di primo piano del mondo imprenditoriale” da “appoggiare” al Pdl, contando che dalle urne delle primarie non possa che uscire il nome di Alfano come candidato premier. Diversamente sarebbe un disastro, non potrebbe più avere il controllo della sua (ormai disconosciuta ma sempre viva) creatura politica.

Quel che sembra certo, però, è che queste primarie del Pdl saranno più una messinscena che una vera competizione tra contendenti al trono del centrodestra. Con la scusa dei tempi stretti, a via dell’Umiltà se ne sono usciti con un meccanismo di voto tutto on line, persino per la raccolta di firme. Pare, inoltre, che su suggerimento ineludibile dello stesso Cavaliere, verrà utilizzato per la raccolta dei consensi anche il call center di cui è proprietaria la deputata ombra di Berlusconi, Maria Rosaria Rossi. Insomma, tutto già studiato a tavolino, senza grandi possibilità di colpi di scena: qualcuno già scommette su un’affermazione “oceanica” del segretario Alfano; on line, ovviamente. Lo pensa anche la candidata outsider Micaela Biancofiore: “Con così poco tempo a disposizione per la campagna elettorale – si è lagnata la bionda deputata – è chiaro che il segretario è il favorito comunque..”.

Questo, però, era davvero l’unico modo di uscirne e dare al Pdl almeno una parvenza di legalità che sembra fare comunque acqua da tutte le parti. Non passa giorno, infatti, che gli ex di An non facciano baruffa tra loro, coinvolgendo in qualche caso anche i fedelissimi del Cavaliere che ne hanno piene le tasche; una campagna elettorale troppo lunga, a gennaio come avevano ipotizzato solo ieri, avrebbe fatto saltare anche gli equilibri più fragili tenuti in piedi con grande sforzo. Il Cavaliere, comunque, osserva la tenzone da distanza di sicurezza. Non vuole che la sua immagine sia legata ad una kermesse politica destinata – quantomeno – ad una sconfitta mediatica piuttosto pesante. “Sarà un bagno”, aveva infatti detto ieri ai suoi. E, in qualche modo, gli dà ragione anche un altro fedelissimo come Domenico Scilipoti. ”Purtroppo, queste primarie saranno la cronaca di una morte annunciata che solo il ritorno in campo del presidente Berlusconi potra’ scongiurare, portando nuovamente il centrodestra al governo del Paese”. Al governo di certo no, ma una squadra in Parlamento di ottanta di deputati e quaranta senatori sarebbe già uno strepitoso successo..