Domenica sera l’ultima puntata di Report (Rai3) ha riportato alla luce i rapporti tra l’ex presidente della Banca Popolare di Milano, Massimo Ponzellini, oggi agli arresti domiciliari, e il Consiglio superiore della Magistratura. Il magistrato Giovanni Tinebra si sarebbe rivolto a Ponzellini per essere favorito nella nomina a procuratore capo di Catania, posto lasciato libero nell’ottobre del 2011. Grazie al banchiere, Tinebra avrebbe ottenuto l’appoggio della Lega Nord e il voto del membro laico del Carroccio all’interno del Csm, Ettore Albertoni. Nonostante alla fine l’intervento di Ponzellini non sia stato sufficiente per far scattare la nomina di Tinebra, l’inchiesta del programma di Milena Gabanelli ha dimostrato la capacità di condizionamento dell’ex presidente della Popolare di Milano sull’organo che dovrebbe garantire l’autonomia della magistratura. Interrogato da ilfattoquotidiano.it sull’argomento, il vicepresidente del Csm Luigi Vietti risponde così: “Non ho intenzione di commentare i fatti che emergono da una trasmissione televisiva, che peraltro non ho visto. Non credo che tutto questo possa mettere in discussione l’indipendenza del Consiglio nelle nomine”. Durante la puntata di Report, Giovanni Tinebra afferma, in una battuta, che “al Csm si parte tutti così” (per raccomandazione, ndr). Secca la replica di Vietti: “Chi ha detto una cosa del genere se ne assumerà la responsabilità”  di Tommaso Rodano