Continuano le schermaglie elettorali, dentro e fuori le coalizioni. Pier Luigi Bersani ha ‘consigliato’ a Mario Monti di non candidarsi alle elezioni. “Se vuole dare una grossa mano in futuro, secondo me è meglio che non si metta nella mischia”, ha dichiarato il segretario del Pd. “Certo, ne ha tutti i diritti – ha precisato Bersani – ma ho sempre pensato che se si tenesse fuori dalla mischia sarebbe meglio”.

Il segretario ha poi invitato il centrodestra alla chiarezza su che tipo di riforma della legge elettorale vuole. “Non ho ancora capito cosa voglia fare il centrodestra, leggo ogni giorno cose mai viste in provvedimenti parlamentari o discusse nelle sedi proprie. Non possiamo scoprire cosa vogliono sempre il mattino dopo. Ci dicano cosa vogliono e dove vogliono arrivare, i passi toccano a loro. Finora siamo stati i più disponibili e flessibili di tutti, e siamo ancora disposti a ragionare”. Sull’ipotesi di un premio al primo partito all’8%, Bersani pone delle condizioni: “Lasciamo discutere chi sta discutendo. Devo continuare a credere a un’intesa, ma poniamo un limite, non per noi ma per il Paese, ed è la governabilità. Invece la proposta che è in commissione consegna il rischio di ingovernabilità”.

Secondo Bersani, le primarie del centrosinistra “saranno un successo”. “Io ci ho sempre creduto moltissimo. Sarà una festa dei progressisti. Le code ci sono perché la gente viene,  entro domenica avremo almeno un milione di registrazioni”. Il segretario del Pd ha poi voluto precisare che le primarie “non saranno un congresso, quello ci sarà l’anno prossimo. Alle primarie si decide il candidato progressista per il governo del Paese, nient’altro”.

“L’alternativa a noi è Berlusconi o Grillo“, ha avvertito Bersani, rivolgendosi ai suoi potenziali elettori. “Siamo nella fase che ci avvicina alle elezioni, come in tutte le democrazie del mondo si discute. Dopo però la gente chiederà che si esprima una maggioranza politica che affronti i problemi che abbiamo davanti. Noi possiamo mostrare la solidità del più grande partito del Paese che organizza i progressisti e si apre al confronto con forze politiche e cittadini che hanno un’idea europeista e che non accettano derive populiste o revival berlusconiani”.