Giornata dura per gli (ex) dipietristi finiti nel mirino della magistratura. Mentre a Roma viene arrestato l’ex capogruppo laziale di Idv Vincenzo Maruccio, a Napoli il comando provinciale della Finanza dà esecuzione al sequestro di due appartamenti del senatore Pdl Sergio De Gregorio, indagato insieme al faccendiere Valter Lavitola per la vicenda dei 23 milioni di euro di fondi per l’editoria indebitamente percepiti dal quotidiano “L’Avanti” (nei giorni scorsi Lavitola, detenuto anche per le presunte tangenti di Finmeccanica, per il filone editoria ha patteggiato 3 anni e 8 mesi).

Si tratta in effetti del provvedimento di sequestro ‘per equivalente’ del valore di circa 9 milioni di euro emesso dal gip di Napoli il 10 luglio scorso, in relazione alle somme percepite dal 1997 al 2009 dalla società International Press che editava il giornale socialista. De Gregorio aveva però beneficiato della sospensione della misura di sequestro nei suoi confronti, in attesa di una pronuncia del Senato. Che nei giorni scorsi ha deliberato l’autorizzazione. Nel giugno scorso il Senato disse invece no alla misura degli arresti domiciliari, invocata dalla Procura di Napoli e autorizzata dal gip, ribaltando l’indicazione della giunta per le autorizzazioni a procedere, favorevole alla misura cautelare.

Tra i beni sequestrati al senatore, eletto nel 2006 in Idv e rieletto nel 2008 nel Pdl dopo aver favorito la caduta di Romano Prodi, figurano due case, una a Napoli e una in provincia di Caserta, riconducibili a De Gregorio e alla moglie. L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e condotta dai pm Woodcock e Piscitelli, contesta tra l’altro l’associazione per delinquere finalizzata alla truffa dello Stato. Nella lista di beni sequestrati a luglio a Lavitola comparirono un castello in provincia di Viterbo, un appartamento a Roma, conti correnti, quote societarie, una villa a Positano. A questi beni, da oggi, si aggiungono alcune proprietà del suo ex socio De Gregorio.