Vi è mai capitato, quando prendete i mezzi pubblici, di pensare alla quantità di carta che ogni giorno “sprechiamo” in biglietti di trasporto usa e getta? A me tantissime volte. Vedere questi piccoli pezzetti di carta, inghiottiti e risputati dalle obliteratrici per apporvi un banale timbro di inchiostro e destinati a finire nel primo cestino disponibile appena abbiamo finito la corsa, mi ha sempre provocato un leggero disagio.

E’ vero che ultimamente, grazie alle tessere magnetiche degli abbonamenti in molte città, il fenomeno si è notevolmente ridotto. Ma permane ancora uno zoccolo duro decisamente numeroso di persone che comprano il biglietto individuale, il settimanale o il carnet da 10 biglietti, tutti di carta. Ci deve essere una soluzione, semplice e a basso costo, per evitare un consumo così poco intelligente di carta…

Certo che c’è. Basta andare a Istanbul, città per molti versi paragonabile, a livello di infrastrutture ed educazione civica delle persone, alle nostre metropoli. Quindi niente Giappone e Svezia, tanto per intenderci. Ebbene, sapete cosa utlizzano i turchi al posto del biglietto di carta? Dei gettoncini tipo quelli in uso nei luna park per gli autoscontri. Sia in metropolitana che nelle fermate degli autobus vi sono dei distributori automatici da cui prelevare il gettone, che poi viene inserito nel “tornello” per accedere alla fermata, e da questo inghiottito per sempre. Così il passeggero entra e la macchina trattiene i gettoni, che a fine giornata vengono prelevati da personale addetto e riposizionati nelle macchine distributrici. Insomma, nessun usa e getta ma totale riutilizzo della “moneta” di ingresso ai mezzi pubblici.

Ad Istanbul questo sistema è utilizzato sia in metropolitana che nelle fermate di bus e tram all’aperto. In queste ultime, per evitare facilissimi aggiramenti (basta scavalcare il tornello o passare dall’altro lato della fermata), hanno messo delle ringhiere lungo tutte le fermate e un controllore che stani eventuali “furbetti”. Insomma, il sistema ha dei costi ingenti che possono farci riflettere sul rapporto costi-benefici della sua messa in opera.

Per la metropolitana, invece, è una soluzione vincente al 100%. I tornelli esistono già, basta modificarli per “mangiare” gettoni al posto di carta, convertire i distributori di biglietti in distributori di gettoni e il gioco è fatto. E’ tutto semplice e lineare: forse troppo perché qualcuno di noi ci pensi?

Perché i dirigenti delle nostre tanto amate municipalizzate dei trasporti non si guardano un po’ attorno e imparano esperienze virtuose di paesi a noi molto vicini? Cosa impedisce loro di operare per un miglioramento qualitativo del servizio ai cittadini? Forse la “lobby” di tabaccai e giornalai, che con tale misura perderebbero i diritti di “appalto” della vendita di biglietti?