Difende la ‘sua’ Finmeccanica dai polveroni giudiziari (“Non ha nulla da spartire con quella di ieri”), bilanci alla mano rivendica la bontà del lavoro svolto e accusa la stampa di aver fatto ricostruzioni grottesche sulle accuse piovute sulla sua testa. Poi, alla domanda più scomoda di tutte, nicchia. “Non parliamone più, è solo gossip”. Il numero uno di Finmeccanica Giuseppe Orsi ha risposto così, in una lunga intervista rilasciata al Messaggero, alla domanda sull’ormai arcinota intercettazione telefonica  in cui rivelava all’ex presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi gli strani debiti accumulati dall’ex moglie del ministro dell’Economia Vittorio Grilli.

Un argomento su cui Orsi è stato recentemente ascoltato dai magistrati romani, ma che l’ex manager di Augusta Westland preferisce non commentare. Né ovviamente spiegare. “Come andò davvero la cosa?” gli chiede il giornalista. E lui, serafico: “Per carità, non parliamone più. Vorrei che su questa penosa vicenda di equivoci e gossip velenosi, perché di questo si tratta, calasse un pietoso silenzio. Del resto tutti hanno smentito. Anche un audit interno”. Sarà, ma intanto la Procura capitolina sta cercando di far chiarezza (fascicolo aperto con modello 45, quindi con nessun iscritto nel registro degli indagati). Anche perché, come rivelato dal Fatto Quotidiano, sulla figura di Lisa Lowenstein (l’ex consorte americana del ministro dell’Economia) si addensano altre nubi: non solo quelle “consulenze inutili” di cui parlava Orsi con Ettore Gotti Tedeschi, ma anche debiti di 2,3 milioni di euro contratti dalla società dell’ex signora Grilli nei confronti di molte, grosse banche italiane. Soldi e crediti che, nonostante l’inattività della società in questione, nessuno ha mai cercato di recuperare.