Sono 59, di cui 22 solo a New York City i morti. Più di otto milioni di persone senza elettricità. Tre centrali nucleari chiuse. Allagamenti e devastazioni ovunque. E’ questo, per ora, il bilancio del passaggio dell’uragano Sandy su una larga parte della costa orientale degli Stati Uniti. Sessanta milioni di persone sono state colpite dalle distruzioni in un’area enorme, che va dalla Virginia sino a Cape Cod, Massachusetts.  Il presidente Barack Obama ha dovuto dichiarare lo stato di “grave catastrofe” per lo stato di New York in modo da rendere subito disponibili i fondi federali per le persone colpite. E ha aggiunto: “Il pericolo non è finito: c’è il rischio inondazioni”. Tre, inoltre, le centrali nucleari chiuse a seguito del passaggio di Sandy. E si parla di 50 miliardi di dollari di danni.

Secondo le stime di Mark Vitner, analista della Wells Fargo Securities, il prodotto nazionale lordo americano potrebbe perdere fra lo 0,1 e lo 0,2 nell’ultimo trimestre a causa di Sandy. Non solo. La Borsa di New York, oggi tornata al lavoro, è rimasta chiusa due giorni per la prima volta per maltempo dal 1888. Inoltre vari stabilimenti industriali hanno interrotto le attività.  

Nel suo percorso Sandy ha toccato la terraferma alle 20 circa, ora americana, nei dintorni di Atlantic City, in New Jersey. A quel punto il National hurricane center aveva riclassificato il fenomeno come ciclone post-tropicale: una definizione che non comporta una diminuzione della forza distruttiva, ma soltanto il fatto che nella sua corsa l’uragano ha incontrato un sistema d’aria fredda proveniente da Ovest. Oggi il ciclone si è spostato sul Canada.

I venti a 130 km orari e le piogge battenti hanno comunque per ore seminato distruzione. La celebre passeggiata in legno di Atlantic City è stata scardinata e le acque dell’Oceano hanno presto allagato e riempito di schiuma gran parte della città. Stessa sorte per gli altri centri costieri del New Jersey (quasi completamente allagata Hoboken) e per la città di New York, dove il livello dell’acqua nel porto è aumentato di circa quattro metri rispetto al normale e ha invaso soprattutto la parte est della città.

Come previsto, l’uragano ha provocato black-out della corrente elettrica in vaste zone della costa orientale. Almeno 8 milioni di persone sono al buio in dieci Stati dell’area, più Washington DC. Secondo Con Edison, sono 660mila le persone senza energia elettrica nella sola area di New York City. Con Edison ha anche operato una serie di interruzioni controllate dell’energia elettrica, per mettere in sicurezza gli impianti. Diversi incendi sono scoppiati nell’area di Far Rockaway.

Per quanto attiene i trasporti, l’acqua ha invaso diverse stazioni della metropolitana a Lower Manhattan, oltre alle stazioni del Path, il sistema ferroviario che collega New York con il New Jersey. Metri d’acqua si sono riversati nelle starie, a Battery Park e nelle zone che danno sull’East River. A causa dei vari allagamenti il presidente della Metropolitan Transportation Authority (Mta) Joseph Lhota ha disposto la chiusura di tutto il sistema metropolitano cittadino. “La chiusura di uno dei mezzi di trasporto più utilizzati nella Grande Mela di uno dei mezzi di trasporto più utilizzati nella Grande Mela – per quattro o cinque giorni, come ha spiegato il sindaco Michael Bloomberg – sta contribuendo ad aumentare la mole di traffico stradale, tanto da causare una vera e propria paralisi a Manhattan”. Per limitare i disagi dei cittadini e il blocco del traffico, Bloomberg ha emanato un ordine esecutivo permettendo ai tassisti di far salire passeggeri diversi che condividano tratte simili.  Difficoltà sono emerse anche per diverse strutture sanitarie. Il governatore dello stato Andrew Cuomo, invece ha annunciato che domani verranno riaperti alcuni tratti della metropolitana che non sono stati allagati.

La tempesta ha impattato negativamente sul sistema sanitario, soprattutto a New York dove il Langone medical center della New York University ha dovuto evacuare duecento pazienti, causa l’allagamento delle corsie. Circa cinquecento pazienti sono stati evacuati dal ‘Bellevue Hospital‘, il più antico ospedale pubblico di tutti gli Stati Uniti, che fin dall’inizio dell’emergenza ha continuato a funzionare grazie ai generatori di riserva. In tutto il nord-est degli Stati Uniti mancherà con ogni probabilità nelle prossime ore il sangue per le trasfusioni. L’attività di donazione del sangue è stata bloccata nelle scorse ore a causa delle proibitive condizioni atmosferiche.

“Sapevamo che saremmo andati incontro a una tempesta particolarmente pericolosa, e la realtà è andata al di là delle nostre previsioni”, ha detto il sindaco di New York Michael Bloomberg. In città sono circa 400mila gli evacuati. Gli autobus hanno ripreso a circolare, alcune scuole e uffici hanno riaperto. Oggi sono stati anche parzialmente riaperti due aeroporti- Jfk e Newark– ma l’aeroporto La Guardia rimane ancora chiuso. Da domani primo novembre Alitalia riprenderà regolarmente i propri collegamenti sugli aeroporti New York JFK e New York Newark. Il 90% di Staten island è senza corrente elettrica e gran parte di Manhattan è ancora senza elettricità, acqua corrente e servizi di telefonia mobile. In assenza dei semafori, addetti al traffico sono stati posizionati a tutti gli incroci.

Se i bambini rinunceranno difficilmente questo pomeriggio ad andare di casa in casa per fare ‘dolcetto o scherzetto’, la parata di Halloween di questo pomeriggio è stata invece rimandata alla settimana prossima. Più di 7mila alberi sono stati sradicati dal vento e il sindaco ha vietato l’accesso ai parchi per motivi di sicurezza. Il dipartimento federale dei Trasporti ha intanto stanziato 10 milioni di dollari per riparare strade, ponti e metropolitana di New York. E piccola nota di curiosità, per la prima volta da decenni, un simbolo di New York e dell’America è stato anch’esso travolto. La luce della torcia della Statua della Libertà si è spenta all’arrivo dell’uragano.  

Infine come annunciato in serata, la celebre maratona di New York che è  anche quella con più partecipanti al mondo, si svolgerà come previsto domenica malgrado i danni che l’uragano ha fatto alla città. L’evento attira ogni anno nella Grande Mela in media oltre 40.000 appassionati. Il percorso di 42 km si snoda attraverso i cinque distretti-quartieri di New York.