“Aspetto con assoluta serenità la sentenza, è del tutto ovvio che una sentenza di condanna, sia pure relativa a un concorso in abuso di ufficio per me sarebbe un punto di non ritorno, segnerebbe il mio congedo dalla vita pubblica”. Così il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, al termine dell’udienza che lo vede imputato a Bari per abuso di ufficio e per il quale i pm hanno chiesto la condanna a 20 mesi. La sentenza sarà emessa il 31 ottobre prossimo. Vendola ha aggiunto: “Una sentenza ispirata a verità e giustizia credo che restituirà a me ciò che mi è dovuto cioé la mia totale innocenza. “Credo – ha aggiunto – che siano accadute diverse cose in questa fase del processo. E’ stata avanzata una richiesta esorbitante (di pena, ndr) rispetto a un teorema accusatorio che è stato in parte smontato dalla difesa della mia stessa accusatrice”. 

La richiesta di condanna per il governatore pugliese si riferisce al concorso da primario di chirurgia toracica all’ospedale San Paolo di Bari vinto dal professor Paolo Sardelli. Quanto alla accusatrice del governatore, Lea Cosentino, la procura di Bari ha chiesto per l’ex direttore generale dell’Asl di Bari la stessa pena del governatore: un anno e otto mesi. L’udienza si è svolta a porte chiuse davanti al gup Susanna De Felice. Il giudice scioglierà in chiusura d’udienza la riserva sull’ammissione degli ulteriori atti depositati dall’accusa. Adesso la parola alla parte civile e poi ai difensori per le arringhe. Presente in aula durante l’udienza lo stesso presidente della Regione Puglia. 

Nell’udienza del 27 settembre scorso, Vendola aveva chiesto di essere processato con rito abbreviato. La stessa richiesta è stata avanzata oggi da Cosentino. Gli inquirenti contestano a Vendola di aver istigato l’allora dg Cosentino a riaprire i termini per la presentazione delle domande per accedere al concorso, con l’ obiettivo – ritiene la procura – di assicurare a Sardelli l’assunzione quinquennale. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra settembre 2008 e aprile 2009.

In apertura di udienza l’accusa ha depositato ulteriore documentazione probatoria contenente verbali di interrogatorio di Cosentino agli atti del processo in cui l’ex ‘Lady Asl’, come è stata ribattezzata dalla stampa, è imputata con il senatore Alberto Tedesco e altre 31 persone. I difensori si sono opposti perché, trattandosi di un processo con rito abbreviato, non dovrebbero essere ammessi atti ulteriori rispetto a quelli depositati al termine dell’indagine. Il gup si è riservato di decidere.  

Per Vendola si tratta della seconda accusa per abuso di ufficio. Il governatore è indagato, sempre dalla procura di Bari, con le accuse di abuso d’ufficio, peculato e falso nell’ambito dell’inchiesta su una transazione da 45 milioni di euro tra la Regione e l’ospedale ecclesiastico Miulli. Il governatore si è sempre detto estraneo alla vicenda.