In questo momento di profondo pessimismo per l’industria e per l’energia solare, un gruppo di piccole e medie imprese decide di cambiare radicalmente strategia e porta avanti una iniziativa che va assolutamente controcorrente. Si tratta di imprese che hanno deciso di scommettere sul binomio “arte – energia” rileggendo la tecnologia con la lente della bellezza per ornare ville, palazzi e alberghi di prestigio di tutto il mondo.

L’idea è nata attorno ad un manifesto culturale lanciato da “Energitismo” lo scorso anno, in cui si esortavano le imprese a non piegarsi alla logica della speculazione finanziaria che nel campo dell’energia solare ha prodotto grandi distese di orribili pannelli fotovoltaici, a vantaggio quasi esclusivo dell’industria cinese. Il manifesto sostiene che le tecnologie possono diventare gioielli per le nostre case e che dobbiamo essere orgogliosi di esporle. E’ un messaggio positivo lanciato a tutte le PMI italiane, il motore del nostro paese, soffocato dalla mancanza di liquidità, dallo strapotere delle grandi imprese e da una burocrazia che soffoca ogni iniziativa.Le imprese italiane possono superare la crisi se fanno nuove creazioni che, con le radici culturali nel passato, siano proiettate nel futuro. Creazioni che il mondo si aspetta da noi italiani come continuazione di quello che abbiamo creato nel nostro passato. Con questo spirito, il 26 ottobre a Vicenza sarà presentato il portale “Energitismo” che raggruppa il meglio dell’industria manifatturiera italiana nel campo delle energie pulite. Energitismo ha le stesse radici alla base della rivoluzione che Steve Jobs ha realizzato nel campo della telefonia mobile, ma questa volta non si tratta di una sola impresa ma di un gruppo di imprese accomunate da una filosofia comune. Come spiega con la sua positività Claudia Bettiol, tra i fondatori del Movimento Energitismo: “Potremmo definire Energitismo come il “Rinascimento dell’Energia“. L’idea del Rinascimento nasce proprio dalla considerazione che esso fu una “operazione di squadra”: artisti come Michelangelo, Brunelleschi o Palladio non erano soli, avevano collaboratori che sapevano supportarli e la loro creazione era frutto di un lavoro di gruppo. In questo modo sono state realizzate costruzioni inimitabili che sono ancora uno dei punti di forza del sistema turistico italiano e tutto il mondo ci invidia. 

La stessa cosa può avvenire ancora quando le attuali botteghe artigiane -evolutesi in piccole e medie imprese- decidono di smettere di lavorare solo come sub-fornitori di altri, ma mettono il loro know how e la loro tecnologia al servizio di artisti per creare oggetti unici capaci di essere esposti e mostrati come vere opere d’arte di cui essere orgogliosi.” Energitismo ha origine da un magma creativo all’interno di un gruppo di visionari italiani vicini alle tematiche dell’ambiente. Nasce in Italia non a caso, ma perché le nostre radici affondano nell’arte: il concetto del Bello è in noi e fa parte della nostra storia e della nostra essenza. Purtroppo però, troppo spesso, questo è stato letto in maniera esclusivamente nostalgica e non come un nuovo possibile punto di partenza. Un punto di partenza che potrebbe invece essere rivuluzionario non solo a livello tecnologico ed ecologico, ma anche sociale e culturale: “La rivoluzione dell’energia -sottolinea ancora Claudia Bettiol- sarà fatta dalle donne. Fra i nostri motti diciamo che “l’efficienza energetica è femmina”.

Quando l’energia diventa distribuita ed entra nelle nostre case, allora i parametri con cui si scelgono le tecnologie cambiano e la scelta finale è fatta dalle donne che sono meno interessate alle questioni solo finanziarie ma sono legate al benessere e all’armonia del nucleo familiare e della casa. E quale maggiore armonia che una tecnologia artistica?” Si dice spesso che la cultura e la bellezza possono salvare questo paese, trasformare queste parole in fatti è quello che stanno cercando di fare partendo da Vicenza il 26 ottobre.