Morire d’amore? no, grazie. Questo dobbiamo rispondere a quelli che credono ancora che siamo delle serpi in seno, dei germi di follia, a quelli che credono che amore è potere e che noi donne, ree di avere il potere della seduzione, li indeboliamo. L’uomo con questo tipo di mentalità è quello che io chiamo bipede fallodotato: quello che  che inizia urlandoti parolacce, strattonandoti, facendoti cadere a terra e finisce per  “farti la pelle” come nei tanti casi di femminicidio. Istat: 6 milioni 743 mila le donne da 16 a 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale. Almeno100 casi di femminicidio  in questo anno. La soluzione di un problema è spesso evidente nell’enucleazione del problema stesso. Vediamo come.

Tre sono i  tipi di violenza. Leggiamoli bene: 

La violenza fisica è graduata dalle forme più lievi a quelle più gravi: la minaccia di essere colpita fisicamente, l’essere spinta, afferrata o strattonata, l’essere colpita con un oggetto, schiaffeggiata, presa a calci, a pugni o a morsi, il tentativo di strangolamento, di soffocamento, ustione e la minaccia con armi

Per violenza sessuale vengono considerate le situazioni in cui la donna è costretta a fare o a subire contro la propria volontà atti sessuali di diverso tipo: stupro, tentato stupro, molestia fisica sessuale, rapporti sessuali con terzi, rapporti sessuali non desiderati subiti per paura delle conseguenze, attività sessuali degradanti e umilianti

Le forme di violenza psicologica rilevano le denigrazioni, il controllo dei comportamenti, le strategie di isolamento, le intimidazioni, le forti limitazioni economiche subite da parte del partner.

Hai mai subito una di queste forme di violenza? se sì ripete nel tempo? allora non nasconderti. Il problema ti riguarda. Se nascondi a te stessa che stai subendo un reato non stai salvaguardando il tuo amore, ti stai mettendo a rischio. E’ probabile che il tuo partner diverrà il tuo carnefice, leggi qui: “Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate. Il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 93% di quelle da partner. È consistente la quota di donne che non parla con nessuno delle violenze subite (33,9% per quelle subite dal partner). La maggioranza delle vittime ha subito più episodi di violenza. La violenza ripetuta avviene più frequentemente da parte del partner che dal non partner (67,1% contro 52,9%). Tra tutte le violenze fisiche rilevate, è più frequente l’essere spinta, strattonata, afferrata, l’avere avuto storto un braccio o i capelli tirati (56,7%), l’essere minacciata di essere colpita (52,0%), schiaffeggiata, presa a calci, pugni o morsi (36,1%). Segue l’uso o la minaccia di usare pistola o coltelli (8,1%) o il tentativo di strangolamento o soffocamento e ustione (5,3%)”.  

Assumiti la responsabilità di aiutare te stessa e il tuo compagno (che deve essere curato e incarcerato nei casi più gravi) riconoscendo il problema. Se hai un tumore far finta di non averlo non ti guarirà: morirai lo stesso. Questi dati ci suggeriscono da dove viene il problema. Dal nostro tipo di attaccamento relazionale che è disfunzionale. Se abbiamo avuto traumi affettivi e un attaccamento insicuro con i nostri genitori ci riteniamo indegne, ci identifichiamo nel nostro carnefice e giustifichiamo le sue  manchevolezze.

Ammettere di non essere amate ci fa profondamente soffrire ma negarlo non ci restituisce quell’amore che stiamo mendicando. Giustificare il tuo compagno addossandoti la colpa di averlo provocato fa parte di un retroterra culturale retrivo e violento. “La lingua della donna è velenosa”, dicevano i vecchi testi religiosi, giustificando persino le bastonate. Testi vecchi come il Siracide o questi: “non dare l’anima tua alla tua donna, sì che essa s’imponga sulla tua forza”, “non far, che la tua moglie abbia dominio sopra il tuo spirito, affinché ella non ti soverchi, e tu ne resti con vergogna” (Bibbia); “Se le vostre donne avranno commesso azioni infami… confinate quelle donne in una casa finché non sopraggiunga la morte” (Corano).

Questa cultura idiota non funziona più: se ti provoco verbalmente tu mi rispondi verbalmente, non mi strattoni, non mi afferri con violenza. Non mi urli bestemmie o parolacce: non puoi farlo. Devi pensare questo quando il tuo partner ti sta facendo del male, non lo giustificare, non siamo più all’epoca del Siracide.“Se lo lascio non ho lavoro e perdo i figli”. Lo Stato deve preoccuparsi di aiutare concretamente le donne che denunciano violenza da parte del partner, ci sono molte associazioni nel frattempo, rivolgiti a loro così da aumentare la voce di chi chiede leggi adeguate. Questo è il portale del centro anti violenza donna. Il numero verde è 1522. 

Devi lottare non solo per te stessa ma anche per i tuoi figli ai quali devi insegnare a stimarsi e stimarti. Un giorno se non ti difendi anche loro ti giudicheranno e interiorizzeranno un femminile fragile e malato. Di amore non si muore, si vive e anche bene. Ci sono uomini splendidi che ti leniranno le ferite, ma devi apprendere a riconoscerli e ad assumerti la responsabilità di essere amata davvero.

P.s per quelle più audaci: fate corsi di auto difesa e fateli neri poi, lasciateli. 

Firma la petizione: “Mai più violenza sulle donne”