I tagli alla sanità sono tagli ai posti di lavoro. Per il leader della Cgil Susanna Camusso è necessaria una correzione di rotta: ”Negli ultimi tre anni, e ancora oggi con la legge di stabilità, c’è stato il più grande licenziamento di massa“. Per uscire da una situazione che da un lato comporta provvedimenti pesanti, ma dall’altro vede la politica al centro degli scandali, “è ora di occuparci del Paese e di porsi il problema di come si crea lavoro”.

Secondo un calcolo della Fp-Cgil, con il blocco dei contratti e lo stop all’indennità di vacanza contrattuale i dipendenti pubblici perderanno nel complesso tra il 2010 e il 2014 oltre 6.000 euro. “Negli anni la perdita cumulata in termini di calo del potere d’acquisto delle retribuzioni – spiega il numero uno della Fp-Cgil Rossana Dettori – è in media superiore ai 6.000 euro per i lavoratori dei ministeri e superiore agli 8.000 per i lavoratori degli enti pubblici non economici”. In pratica i dipendenti pubblici hanno i contratti scaduti a fine 2009 (l’indennità di vacanza contrattuale è stata erogata solo per il 2010) e con la legge di stabilità non solo viene confermato il blocco delle retribuzioni fino a fine 2014 previsto dal precedente Governo ma anche lo stop all’indennità di vacanza contrattuale (il 50% del tasso di inflazione Ipca) per il 2013-14 e il mancato recupero per quello maturato nel 2011 e 2012.Alla fine del 2014 – avverte- mancheranno all’appello almeno 10 punti di potere d’acquisto“.

Un dato, quello delle retribuzioni, che accresce la preoccupazione del sindacato: “Per come è fatta anche l’ultima manovra – ha aggiunto la Camusso – bisogna smetterla di parlare di alternanza tra governo tecnico e politico. Il governo tecnico si sta muovendo per condizionare in termini politici il futuro governo. E comunque la sospensione della democrazia è durata fin troppo, bisogna restituire la parola ai cittadini”. Poi un affondo sull’aumento dell’Iva: “Ci sarà ed è tutto scaricato sul futuro governo. Stiamo inoltre calcolando l’effetto sulle detrazioni, e dalle prime impressioni ci sarà un aggravio, mentre per gli incapienti, circa il 20% degli italiani, questa manovra si tradurrà in un secco aumento del costo della vita“. 

Sullo stesso tema ieri il Pd aveva detto che “se continuiamo con i tagli ai servizi al cittadino non andiamo da nessuna parte”. E oggi ha rincarato la dose con Pierluigi Bersani: “Benissimo la riduzione delle aliquote più basse ma credo ci siano cose da aggiustare su due punti: serve un’occhiata molto precisa sugli effetti dei tagli alla sanità e temo che per la scuola si taglino nuovi posti lavoro. Vogliamo capire bene la questione sociale: temo di non sbagliarmi ma sotto la parola complicata di ingegnerizzazione ci sono tagli di 6.300-6.400 posti di lavoro per gli insegnanti e si stabilisce che gli insegnanti di sostegno lavorino più ore di quelli di latino e greco”. Su sanità e scuola insiste il segretario del Pd, “vogliamo chiarimenti e siamo pronti ad intervenire per delle correzioni”.

In generale tutti i sindacati del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil criticano il disegno di legge di stabilità definendolo “un colpo durissimo, l’ennesimo attacco ai servizi pubblici e ai lavoratori che li garantiscono”. Il Governo Monti – si legge in una nota congiunta – “ha un atteggiamento ottuso e distante dalla realtà, sembra perseguire l’aggravamento delle condizioni materiali degli italiani ed è ormai chiaro che intende fare a pezzi il nostro sistema di welfare”. 

Dal canto suo Pier Ferdinando Casini si propone diplomaticamente di “vedere il testo, per verificare se si tratta della applicazione della spending review e del taglio di cose improduttive, altrimenti dovrà intervenire il Parlamento per cambiare”.