Il Nobel per la medicina a Gurdon e Yamanaka consacra l’importanza della ricerca sulle cellule staminali come frontiera più promettente nella cura di malattie che colpiscono porzioni considerevoli di popolazione. In particolare, la riprogrammazione di cellule adulte realizzata da Yamanaka consente di ottenere linee cellulari con la stessa potenzialità delle cellule embrionarie, in grado cioè di differenziarsi poi nelle cellule dei vari tessuti. Quando questa tecnica sarà definitivamente messa a punto, non sarà più necessario utilizzare embrioni umani per quel tipo di ricerca. Questo momento non è ancora arrivato, ma è chiaro che quando arriverà risolverà alla radice uno dei più aspri terreni di scontro tra i fautori della sacralità degli embrioni – che però poi marciscono inutilizzati nei congelatori dei centri di fecondazione assistita – e i sostenitori del loro utilizzo per la ricerca scientifica, tra i quali è sempre stato in prima fila il Partito radicale, grazie all’azione di Luca Coscioni

Coloro che già si affannano a utilizzare l’assegnazione di questi Premi Nobel per dimostrare l’attuale inutilità della ricerca sugli embrioni operano una doppia falsificazione. Da una parte, la tecnica di riprogrammazione non è ancora pronta per la fase applicativa sui malati, dall’altra, è proprio la ricerca sugli embrioni che ha consentito di fare i passi avanti che sono stati fatti. Lo stesso Yamanaka, infatti, per arrivare alla riprogrammazione, ha utilizzato i risultati della ricerca sugli embrioni, cioè quel tipo di esperimenti che in Italia sarebbero puniti con il carcere. Non per nulla Yamanaka ha sempre rifiutato di farsi arruolare da chi pretenderebbe di utilizzare un filone di ricerca contro un altro, come se esistesse una contrapposizione e non una sinergia e osmosi continua. 

Ecco perché è così importante che la ricerca non si fermi, sia per quanto riguarda le cellule adulte che quelle riprogrammate che quelle embrionali. Sono infatti già 12 i Premi Nobel che hanno sottoscritto l’appello dell’Associazione Luca Coscioni al Parlamento europeo affinchè non siano esclusi dai fondi europei i progetti di ricerca che utilizzano staminali embrionali.

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