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Le telefonate Briatore Santanchè: “Mora e Fede? Che gentaglia”

I dialoghi riguardano le intercettazioni del manager nell'ambito di accertamenti su presunti reati fiscali. "Se io fossi al posto di Berlusconi non dormirei la notte". La risposta: "Che dobbiamo fare? Qui crolla tutto"

Le telefonate Briatore Santanchè: “Mora e Fede? Che gentaglia”

Silvio Berlusconi stipendia ancora l’Emilio Fede compagno di bunga-bunga (20 mila euro al mese, autista, ufficio a Cologno Monzese), ma non vorrebbe. Il suo fedelissimo amico lo ha “deluso”. E quantomeno per un periodo, gli ha tolto pure il saluto. La “cresta” che Fede avrebbe fatto su un milione e 800 mila euro elargiti a Lele Mora, non l’ha proprio sopportata. Almeno, così dicono al telefono Flavio Briatore e Daniela Santanchè nella primavera del 2011.

A Registrare le telefonate, che Il Fatto ha potuto leggere, è la Guardia di Finanza di Genova. Sta indagando su Briatore per presunti reati fiscali. Una parte di quelle intercettazioni, depositate, per competenza sono state inviate ai magistrati del caso Ruby e fanno parte del fascicolo a carico di Fede, Mora e Nicole Minetti, imputati per induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile. Prossima udienza il 12 ottobre. È il pomeriggio del 3 aprile 2011, Daniela Santanchè, allora sottosegretario del governo Berlusconi, chiama il suo amico e socio Flavio Briatore. L’imprenditore le racconta di aver visto Lele Mora a Montecarlo. “È gonfio, ha un esaurimento nervoso”. Mora gli avrebbe confidato che il presidente del Consiglio, sotto processo, continua con i bunga-bunga. Non più ad Arcore, ma a villa Gernetto: “Non è cambiato niente… la base del film è uguale… il nocciolo duro… Cento Vetrine (una fiction di Canale 5, ndr)”.

L’ex manager dello spettacolo avrebbe anche raccontato a Briatore che eseguiva gli ordini di Berlusconi: “Sono talmente nella merda che l’unico che mi può aiutare è lui”. Santanchè, tra un chiarimento e l’altro, commenta: “Madonna mia!”; “Che gentaglia!”. Vuole sapere per filo e per segno quello che ha detto Mora sui soldi che Fede gli avrebbe spillato, soldi avuti da Berlusconi. Briatore: “Fede si è comportato molto male con… (Mora, ndr) perché lui era in estrema difficoltà e l’altro gli ha preso il 50% dei soldi. E poi lui (Fede, ndr) è andato dal presidente: ‘No ma erano soldi che gli ho prestato’, invece non è vero niente… figlio di puttana!”. Della rottura tra Berlusconi e Fede, Briatore e Santanchè riparleranno un mese dopo, il 3 maggio. Santanchè racconta di una cena della sera precedente con 40 imprenditori, alla presenza di Berlusconi, organizzata per la campagna elettorale a Milano: “Ho fatto fare 40 tortine con la sua foto… e lui non è abituato, nessuno fa niente per lui, era veramente commosso”.

Briatore non è per nulla di buon umore. Deve andare a testimoniare al “cacchio di processo Mills” a carico di Berlusconi. Non vorrebbe, ma ci andrà: “Se no De Pasquale (pm, ndr) mi fa l’accompagnamento (coattivo, ndr)”. Briatore racconta anche di aver parlato di Fede con Berlusconi al telefono: “Lui mi dice ‘è una bella delusione’. Gli ho detto, presidente guarda la delusione l’ho avuta anch’io… E lui mi dice ‘sì, guarda, una tristezza’”. Santanchè: “Testa di cazzo lui! (Fede, ndr)”. Briatore chiede all’amica se Berlusconi vede ancora Fede: “No. Te lo assicuro, no! Comunque Berlusconi ti è sembrato deluso?”. Briatore: “Eh! Uno che prende il 50, perché poi Mora me lo ha detto che ha preso il 50% dei soldi!”.

Il 7 aprile 2011, Briatore e Santanchè si erano sentiti e avevano parlato del “malato” Berlusconi, come aveva rivelato Il Fatto. I due si lamentano perché Berlusconi ha pensieri solo per le nottate con giovani fanciulle. Briatore: “Questo qui è malato! Gli ho detto, ma presidente lascia perdere… Ma lui è malato! Ha ragione Veronica, è malato! Uno normale non fa ‘ste robe qui! Lele che gli continua a portare quelle robe lì… che dopo l’esperienza che ha avuto, anche nel rispetto di tutti voi… dovrebbe averla capita!”. Santanchè è incredula: “Sei sicuro che ha ripreso?”. Briatore: “Al 100%”. Santanchè: “Un uomo così intelligente, che ha in mano l’Italia…”. Briatore: “Io se fossi al suo posto non dormirei di notte, ma non per le troie!!! Non dormirei di notte per la situazione che c’è in Italia! E gli immigrati, e questo, e che rischi di andare sotto da un momento all’altro… vi salvate sempre per 5, 10, 9 voti”. Il 14 maggio 2011 Briatore parla con Fede al telefono. Nonostante pensi malissimo di lui, lo chiama “Emiliuccio”. Ed “Emiliuccio” gli racconta di aver sentito “il povero Minzolini (allora direttore del Tg1, ndr)” perché “Il Fatto oggi dà una pagina per le spese pazze”.

da Il Fatto Quotidiano di venerdì 5 ottobre 2012 


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