L’economia americana ha creato in settembre 114mila posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è sceso al 7,8% dall’8,1% di agosto, ai minimi dagli ultimi 44 mesi, ossia dal gennaio 2009, quando il presidente americano Barack Obama ha assunto l’incarico. Il dato va quindi contro le attese di 113mila unità della vigilia. Inoltre è stato rivisto il risultato finale di agosto, con 142 mila addetti occupati, ben oltre le 96mila persone stimate.  

“Oggi molti più americani hanno un posto di lavoro”: ha commentato così i dati sul mercato del lavoro, il presidente americano, Barack Obama, sottolineando che “è il livello più basso da quando è iniziato il mio mandato”. Poco prima era stato il consigliere economico della Casa Bianca Alan Krueger ad affermare che “anche se rimane ancora lavoro da fare, i dati di oggi sulla disoccupazione forniscono un’ulteriore prova del fatto che l’economia americana sta continuando a sanarsi dalle ferite riportate durante la peggiore crisi dai tempi della Grande Depressione”. “I dati sul mercato del lavoro non sono quelli di una vera ripresa economica”, ha commentato lo sfidante repubblicano per la corsa alla Casa Bianca, Mitt Romney. Secondo Jack Welck, ex numero uno di General Electric, “gli ultimi dati sulla disoccupazione sono manipolati”. I numeri che indicano a settembre una disoccupazione ai minimi dal gennaio 2009 “sono stati cucinati e distorti dall’amministrazione Obama”, attacca Welch, molto attivo nell’appoggiare la campagna elettorale di Romney.

“E’ cruciale che continuiamo queste politiche che stanno costruendo un’economia che funziona per la classe media mentre cerchiamo di uscire dalla profonda voragine creata dalla grave recessione iniziata nel dicembre 2007”, ha aggiunto poi Krueger che comunque si mostra cauto nel ricordare che “i dati mensili sull’occupazione sono volatili e possono essere soggetti a sostanziali cambiamenti”. “Quindi – ha concluso – è importante non stare a leggere troppo in questi dati mese per mese ma considerarli ogni volta nel contesto degli altri dati disponibili”.

Sulla scia dei risultati sul calo della disoccupazione statunitense, Wall Street apre in rialzo. Il Dow Jones sale dello 0,25% a 13.609,23 punti, lo S&P cresce dello 0,29% e il Nasdaq guadagna lo 0,39% . I dati migliori delle attese fanno accelerare anche le borse europee: a Milano l’indice Ftse Mib segna +2,12%, a Francoforte cresce dell’1,16% e Parigi guadagna l’1,57%. Madrid sale dell’1,28%. mentre è più cauta Londra, che avanza dello 0,83%. Si attenua la pressione sui titoli di stato, con i Bonos pagnoli a 414 punti sopra ai bund tedeschi ed i Btp a quota 351.  L’euro sale ai massimi da due settimane a 1,3042 dollari.