“Quando all’ultimo Palio di Siena diversi cavalli sono caduti tutti i giornali del mondo hanno parlato degli animali. Nessuno ha detto qualcosa sui fantini che erano finiti in ospedale”. In questa considerazione c’è tutto il suo pensiero sul tema, e si sa che dove c’è polemica lui non manca mai, ci fosse anche di mezzo una giraffa. Il senatore Pdl Carlo Giovanardi scende letteralmente nell’arena: domattina sarà a Imola a fianco di Aldo Martini, il gestore del circo costretto a rinunciare agli animali per i suoi spettacoli, dopo la fuga per le vie del centro e la morte della giraffa Alexandre. “Non si possono lasciare 40 lavoratori a casa: prima degli animali vengono gli uomini, le donne e i bambini”, spiega il parlamentare, noto soprattutto per le sue polemiche sulle unioni omosessuali, sulle droghe leggere e sulla strage di Ustica. Domani con lui ci sarà anche il presidente dell’Ente nazionale circhi.

“In Italia c’è un parlamento che decide e credo che quello che sta facendo il sindaco di Imola, sia totalmente fuori dalla legalità. Il problema poi ha mille sfaccettature – spiega a ilfattoquotidiano il senatore modenese – Nei giorni scorsi una badante è stata sbranata da un cane ed è morta, un bimbo è stato morsicato alla testa da un cane. Vogliamo proibire che i cani stiano in casa?”. Il sindaco della cittadina romagnola, Daniele Manca, nei giorni scorsi aveva infatti emesso un’ordinanza, per motivi di sicurezza e ordine pubblico, che vieta “l’ingresso di ogni specie di animali al seguito dei circhi che si fermeranno a Imola”. Un provvedimento secondo molti però a rischio di impugnazione da parte dei circensi di fronte al Tar, come già avvenuto per un caso analogo a Ferrara

Giovanardi, da sempre in polemica con gli animalisti, è un fiume in piena: “Anche questa cosa che non si possono ammaestrare gli animali non la capisco: ma i bimbi a 4-5 anni non vanno a scuola? I cani di polizia o di protezione civile non vengono ammaestrati? – ragiona il senatore Pdl – Con Ignazio Marino, del Pd, abbiamo spiegato in Parlamento che 6 mila ricercatori sarebbero costretti ad andare all’estero se non si potesse più allevare gli animali per i test”.

Intanto, la storia della morte della giraffa a Imola rimane un giallo degno di una puntata di Csi. L’animale è scappato venerdì da un circo in via Pirandello nella cittadina romagnola. Verso alle 9 e mezza si è presentata nel centro della città fermandosi dietro la stazione ferroviaria. Mentre polizia, carabinieri e vigili urbani cercavano di bloccarla, la giraffa impaurita ha ripreso la fuga seminando il panico tra i passanti e le stesse forze dell’ordine. Alla fine c’è stata la decisione di anestetizzarla, ma proprio i sedativi potrebbero averne causato la morte. “Abbiamo insistito – ha detto Aldo Martini, titolare del circo da cui è fuggito l’animale –di non praticarle l’anestesia, ormai era già bloccata, occorreva solo ancora un po’ di pazienza”.

La giraffa, un cucciolo di quasi una tonnellata di nome Alexandre, è stata riconsegnata al circo intorno alle 11 di quella mattina. Intorno alle tre del pomeriggio sarebbe stata vista in piedi, apparentemente in buona salute, poi il crollo dovuto, pare, a un arresto cardiaco. A dirimere i dubbi sulle cause della morte del ‘piccolo’ Alexandre saranno i referti della autopsia.  “Le lesioni  osservate sono suggestive di morte per collasso cardiocircolatorio in un quadro contraddistinto da edema polmonare e cianosi delle mucose associati a traumi di lieve entità agli arti”, dice un primo parziale responso, ma gli esiti definitivi devono ancora arrivare.

Anche sull’esame necroscopico non mancano le perplessità: nessuno vi avrebbe potuto assistere. Nella polemica si è inserita addirittura la S.i.v.a.e. che denuncia la frettolosa cremazione del cucciolo. Per la Società italiana dei veterinari degli animali esotici infatti è stata incenerita senza che alcun perito tecnico abbia potuto assistere all’autopsia. “Non capisco il perché è stato inibito l’ingresso ad uno dei nostri veterinari, Michele Capasso, che intendeva assistere”, ha detto nei giorni scorsi il padrone del circo, Martini. “Non ne capiamo le ragioni”, ha detto il consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Andrea Defranceschi, veterinario di professione, riferendosi alla fretta di sbarazzarsi della carcassa.

Giovanardi invece ha già una sua idea su chi siano i responsabili di tutta questa bagarre. Il dito è puntato ancora una volta su quella categoria che,  insieme alle unioni gay e agli spinelli, sembra essere diventata per Giovanardi quasi un’ossessione: gli animalisti. “La fuga è dovuta a un sabotaggio. Gli animalisti nella Bassa modenese hanno distrutto tutti gli allevamenti di visoni e fatto morire gli animali. C’è recidività”.