E’ di nuovo tempesta sui mercati finanziari europei. All’indomani delle rassicurazioni del governatore della Bce, Mario Draghi, infatti, le piazze del vecchio continente hanno viaggiato tutto il giorno in profondo rosso, con Madrid in testa (-3,76% la chiusura) seguita a stretto giro da Milano (-3,29%) e Parigi (-2,82%). Male anche i titoli di Stato, specialmente i Bonos spagnoli i cui rendimenti si sono nuovamente impennati e dopo due settimane di relativa tranquillità sono tornati al 6% per un differenziale rispetto al Bund decennale tedesco, a sua volta in deciso calo, di 455 punti base.

Non va tanto meglio al nostro Btp che è risalito su rendimenti al 5,19% per uno spread con gli omologhi tedeschi di 374 punti, anche se stamattina il Tesoro è riuscito a vendere tutti i 9 miliardi di Bot a sei mesi con tassi ancora in calo e una buona domanda. Il rendimento medio del titolo semestrale è sceso all’1,503% dall’1,585% del mese scorso, ai minimi da marzo. La domanda è stata pari a 1,39 volte l’importo offerto contro il precedente 1,69.

Perduta l’euforia degli acquisti registrata nelle scorse settimane, il fatto che il presidente della Bce abbia ricordato come la Banca centrale possa costituire un ponte verso un futuro più stabile se solo i politici imparassero a varcarlo potrebbe risuonare nel vuoto”, avevano profetizzato all’apertura dei mercati di questa mattina gli analisti di Cmc Markets Michael Hewson e Tim Waterer ricordando gli scontri vissuti ieri in Spagna e le proteste che stanno riprendendo fuoco anche in Portogallo e in Grecia e anticipando la richiesta di aiuti di Madrid che sembra ormai in dirittura d’arrivo.

Il premier iberico Mariano Rajoy in un’intervista pubblicata sull’edizione online del Wall Street Journal ha infatti annunciato che il governo spagnolo prevede di varare domani un’autorità fiscale indipendente, incaricata di verificare l’esecuzione della legge di stabilità di bilancio e il compimento degli obiettivi di riduzione del deficit da parte di tutte le amministrazioni pubbliche. Secondo il quotidiano economico americano, la misura sarà inclusa nella previsione di bilancio per il 2013, con un programma nazionale di riforme, che il consiglio dei ministri approverà domani in seduta straordinaria, recependo una delle raccomandazioni del Consiglio d’Europa.

Ma soprattutto Rajoy ha detto al quotidiano del gruppo Murdoch che la Spagna chiederà il salvataggio della Ue se i tassi d’interesse sui titoli di Stato “resteranno troppo alti per troppo tempo” e quindi rischiano di danneggiare l’economia. “Posso assicurare al 100% che chiederò il salvataggio”, ha affermato spiegando che è ancora troppo presto per dire se la Spagna ne ha bisogno e che è necessario verificare se le condizioni sono “ragionevoli”. Il primo ministro spagnolo, poi, ha spiegato di voler limitare il pensionamento anticipato per combattere la crisi economica: “l’età di pensionamento in Spagna è ragionevole se si compie realmente” ha detto. Rajoy ha sottolineato che il suo governo non eliminerà la possibilità di prepensionamento, ma di voler limitare le opportunità per le persone di smettere di lavorare a circa 60 anni. “Lavoreremo sulla questione del pensionamento anticipato”, ha aggiunto. Attualmente, l’età di pensionamento in Spagna è a 65 anni. Lo stesso giornale in serata ha poi sottolineato che gli investitori stanno vendendo a piene mani i bond spagnoli e italiani sulla scia dei crescenti timori che il piano della Bce possa essere ostacolato dal ritardo della Spagna a chiedere formalmente il salvataggio.

Intanto la Banca centrale di Spagna ha certificato che l’economia spagnola ha subito una contrazione “significativa” del Pil nel terzo trimestre precisando che il passo indietro è avvenuto “nel contesto di alte tensioni internazionali”. Sabato scorso il ministro dell’Economia, Luis de Guindos, aveva previsto una contrazione intorno allo 0,4% nel terzo trimestre, in linea con quella dei precedenti tre mesi.

Segnali poco confortanti anche da Parigi, che registra per settembre un calo della fiducia dei consumatori francesi  a 85 punti su base mensile destagionalizzata. Lo rivela l’ufficio nazionale di statistica Insee. Ad agosto era a 86 punti e a luglio a 85. La discesa è legata all’aumento della disoccupazione. Ombre anche su Berlino, con  l’istituto economico tedesco Diw che stima che nel terzo trimestre del 2012 l’economia del Paese sia cresciuta dello 0,2 per cento, con un rallentamento al +0,3% registrato nel secondo trimestre che sarebbe dipeso dall’insicurezza per gli sviluppi della crisi del debito.

Non giova al quadro, poi, la posizione di Austria, Germania, Olanda e Finlandia, che mette in dubbio i tempi della supervisione bancaria Ue e introduce nuove condizioni per la ricapitalizzazione diretta delle banche da parte del fondo salva stati Esm, benché sia stata accolta con sorpresa e malumore dalla Commissione Ue. “Non è la proposta più utile che potesse essere fatta”, riferiscono fonti. Bruxelles si attiene alle decisioni del vertice di giugno: dal primo gennaio 2013 supervisione bancaria unica e legata a questa ricapitalizzazione diretta delle banche dell’Esm.

Ufficialmente, i toni sono cauti. “Abbiamo preso atto della lettera dei tre Paesi, è un contributo alla discussione”, ha detto il portavoce Olivier Bailly, ricordando che al vertice di fine giugno tutti i leader della Ue avevano concordato che l’Esm dovesse avere la possibilità di ricapitalizzare direttamente le banche, una volta che fosse stata creata la supervisione unica bancaria. “Per quanto ci riguarda, questa è la posizione della Commissione Ue e degli stati membri”, ha aggiunto Bailly ricordando che in meno di due mesi la Commissione Ue ha presentato la sua proposta sulla base del mandato ricevuto dai 27. “Abbiamo già chiarito che per noi il mandato del vertice va attuato rapidamente”.

Altrettanto chiaro per Bruxelles è il legame stretto che ci deve essere tra l’avvio della supervisione bancaria e la possibilità per il fondo di ricapitalizzare direttamente le banche in difficoltà. Secondo l’approccio “progressivo” della proposta Barnier, la Bce dovrebbe assumere dal primo gennaio 2013 la supervisione delle banche che hanno ricevuto aiuti Ue o di Stato (come quelle spagnole). E queste banche potrebbero quindi essere ricapitalizzate direttamente dall’Esm. “In ogni caso per la ricapitalizzazione servono ‘condizionalità’ appropriate e la firma di un memorandum d’intesa”, ha chiarito anche Bailly.

A condire il tutto il presidente Bundesbank, Jens Weidmann, che è tornato ad esprimere dubbi sul piano di acquisti illimitati di bond da parte della Bce. In un’intervista al giornale elvetico Neue Zuercher Zeitung, citata da Bloomberg, Weidmann dice che il piano potrebbe ostacolare la ripresa se dovesse allentare le pressioni sui Paesi nel portare avanti le riforme. Il numero uno della Bundesbank si chiede inoltre se il piano sia il meccanismo giusto per risolvere i problemi strutturali di alcuni Paesi, come la mancanza di competitività.

”L’Italia ha messo in campo riforme ambiziose e ha conseguito progressi importanti che hanno effetti positivi e di cui beneficerà anche l’area euro”, ha invece detto oggi in una conferenza stampa a Francoforte con il ministro dell’Economia italiano, Vittorio Grilli. Il Presidente della Bundesbank ha inoltre respinto la frecciata del presidente della Bce secondo cui “dice no a tutto” nel consiglio dell’Eurotower. “Non è certamente la mia impressione, ossia che dico no a tutto”, ha detto Weidmann secondo quanto riferisce Bloomberg. “La Bce ha agito durante questa crisi varando diverse misure per evitare che la situazione peggiorasse, con l’appoggio della Bundesbank”.

“Gli sforzi fatti dall’Italia per le riforme e “per i risultati che stiamo ottenendo ci confortano sul fatto che la nostra economia possa rimettersi su una traiettoria di crescita. Non c’è bisogno di aiuto”, ha detto a sua volta Grilli . “Stiamo cercando di ridurre la spesa pubblica per riuscire a evitare l’aumento delle tasse, a partire dall’Iva”, ha aggiunto, ribadendo poi il concetto in toni più prosaici a un giornalista tedesco che gli ha chiesto: “Che cosa ci fa qui un ministro italiano? E’ venuto a chiedere i soldi?”. Weidmann, imbarazzato dalla domanda del connazionale, ha detto: “Noi abbiamo sempre bisogno di scambi e di confronto”.

Aria di burrasca anche dagli Usa che secondo il New York Times si apprestano achiudere il quarto anno consecutivo con un deficit sopra i 1.000 miliardi di dollari.  L’allarme deficit e debito è al centro dello scontro elettorale, e si sta inasprendo con l’avvicinarsi del cosiddetto ‘fiscal cliff’, ovvero dell’aumento delle tasse e della stretta alla spesa che scatteranno fra la fine del 2012 e l’inizio del 2013. Se un accordo in Congresso per evitare che scattino i tagli automatici alla spesa non sarà raggiunto, gli Stati Uniti potrebbero perdere il rating di tripla A di Moody’s e rischierebbero una nuova recessione.

Sempre da Oltreoceano ieri notte il premier Mario Monti si era detto “più ottimista” sul futuro dell’Europa rispetto a giugno-luglio e, contestualmente, ha detto che non correrà per le prossime elezioni.