“Peccato che ci siamo persi lo spettacolo”. A parlare non è un fan qualunque, ma Luciano Ligabue in persona. Seduto nel retropalco di Campovolo, ai microfoni di Sky, mentre davanti a 150mila persone va in scena “ItalialovesEmilia”, l’evento (italiano) del decennio. Internet non lo fermi, Twitter men che meno, e persino i 13 artisti coinvolti hanno saputo della “sterile polemica”, come la chiamano i conduttori, sulla diretta del concerto. Oltre cinquantamila famiglie, anzi abbonati Sky, che non hanno potuto raggiungere Reggio Emilia, hanno acquistato l’evento su Primafila. Dieci euro, incasso devoluto alla stessa causa: la ricostruzione delle scuole crollate per il sisma di maggio. Iniziativa lodevole, ancor più in tempi di crisi. Sabato, per tutto il giorno, prima dell’inizio del concertone, SkyTg24 ricorda che è possibile acquistarlo. E le modalità di pagamento, anche per chi non ha mai comprato neanche un film su Primafila, sono spiegate alla perfezione. Peccato, però, che nessuno abbia avvisato i telespettatori che, pur sborsando dieci euro, il concerto si sarebbe visto per la metà. A essere buoni per un terzo.

E così, quando sul palco di Campovolo sale Zucchero, Sky manda in onda il retropalco. Il conduttore Alessandro Cattelan, seduto su un trespolo, presenta gli ospiti, intervista gli artisti che passano di là, dialoga con i protagonisti oscuri del dopo terremoto, dagli psicologi ai pagliacci della clown terapia. Dà la linea al palco soltanto – in media – alla seconda canzone in scaletta per ogni big (Renato Zero, Claudio Baglioni, Jovanotti, persino Biagio Antonacci con la poetessa di Mirandola). Twitter immediatamente s’infervora. “Spettacolare Campovolo #italialovesemilia” ancora più spettacolare se Sky non ce ne oscurasse la metà”, “sky facci vedere almeno chi canta ora”, “non fate parlare i cantanti lasciateli cantare”. In Rete è la rivolta. Tanto che il povero Cattelan, non poco imbarazzato, è costretto a spiegare in diretta che “gli accordi con le case discografiche non consentono di trasmettere interamente il concerto”. E dirlo prima no? Gli abbonati (paganti) si sentono truffati. “se lo sapevo col cavolo che compravo #italialovesemilia su #sky, mandavo direttamente un bonifico agli organizzatori di #campovolo”. Le case discografiche avranno anche in mente il dvd, ma la sensazione di essere stati presi in giro rimane. Anche perché basta abbassare il volume della tv e accendere le radio (unificate, meraviglioso) per poter ascoltare in diretta le canzoni. L’unico handicap è il suono fuori sincro, ma si sopporta. Su Facebook è nato persino il gruppo “Sky abbiamo pagato 10 euro per le canzoni non per Cattelan” dove un abbonato mostra la sua lettera di disdetta dell’abbonamento.

Il Fatto Quotidiano, 25 settembre 2012

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

The Apprentice, il neocapitalismo veste ancora Prada?

next
Articolo Successivo

Ho sognato il giornalismo on line

next