È Zucchero Fornaciari ad aprire le danze di Italia Loves Emilia, davanti ad un pubblico di 150mila spettatori venuti da tutta Italia. E dopo le ore difficili tra i 15 chilometri di coda sull’autostrada A1, una città intera bloccata e le lunghe ore di attesa nel prato del Campovolo di Reggio Emilia è la volta della musica e dell’entusiasmo di un pubblico in ovazione. Lo aveva detto in conferenza stampa qualche ora prima Zucchero Fornaciari: “Fatemi andare che mi hanno fatto cominciare per primo e comincia a sentirsi l’ansia”. Un’adrenalina che in pochi sono riusciti nascondere tra i cantanti arrivati per partecipare ad uno spettacolo unico nella storia della musica italiana. Zucchero ha scelto “Un soffio caldo”, brano scritto a quattro mani con l’emiliano doc Francesco Guccini, per aprire il concerto reggiano per poi continuare con “Baila Morena”, al grido di “che Dio vi benedica emiliani, oltre 150mila tutti insieme”. Uno spettacolo che vede esibizioni singole sul palco, ma anche tanti pezzi cantati insieme con una sperimentazione di collaborazioni assolutamente inedita. Il primo esempio è “Madre dolcissima” con Zucchero, Jeff Beck, l’ospite internazionale d’eccezione invitato dallo stesso Fornaciari, Fiorella Mannoia ed Elisa. A far emozionare è stato poi il tributo a Lucio Dalla con “Anna e Marco” cantati da Fiorella Mannoia e Giuliano dei Negramaro. E ancora sul palco i Nomadi e Giorgia, Tiziano Ferro, Fiorella Mannoia, Renato Zero, Elisa, Claudio Baglioni, Litfiba, Biagio Antonacci, Lorenzo Jovanotti e Ligabue. Alla fine tutti insieme per un altro omaggio, a un altro grande della musica italiana: Pierangelo Bertoli. Tutti gli artisti hanno cantato una strofa della sua canzone “A muso duro”.

Un’emozione e una voglia di solidarietà che se traspaiono tra l’agitazione della folla che ha riempito l’aeroporto di Reggio Emilia, nemmeno i cantanti sono riusciti a nascondere. Ad ammetterlo Tiziano Ferro: “Diciamo che questo era il mio sogno fin da quando ero piccolo, poter essere sullo stesso palco con artisti di tale fama e calibro. E lasciatemelo dire, sono molto orgoglioso di far parte di questa categoria italiana troppo spesso bistrattata: io una cosa così all’estero non l’ho mai vista”. A fargli eco Jovanotti, arrivato proprio ieri in giornata dagli Stati Uniti: “Sarei tornato persino da Marte per partecipare a questo evento. Non avrei mai potuto mancare”. È troppo piccolo il palco della conferenza stampa che ospita i tredici artisti, a malapena ci entrano tutti insieme alle tredici chitarre autografate che verranno poi messe all’asta per beneficenza. E quello che esprimono in coro è affetto per una terra che se non è la loro, così l’hanno sentita tale, come dice a gran voce Renato Zero: “Io sono stato accolto dall’Emilia Romagna che mi ha adottato. Per questo sono qui per dire grazie a questa terra, la parte dell’Italia che preferisco”. Un susseguirsi di nomi e artisti che alle spalle hanno un’organizzazione che fa capo a Claudio Maioli e Ferdinando Salzano. Così come ricordato dal padrone di casa: “io lo devo dire, – ha dichiarato Ligabue, – tutto questo ha avuto luogo perché un giorno Maioli mi ha detto: so che sarà un inferno organizzare tutto, ma ci sono cose nella vita che vanno fatte e basta”.

Al Campovolo però il riflettore oggi è puntato sugli spettatori, le persone accorse da ogni angolo dell’Italia per ascoltare musica ma soprattutto per poter fare la propria parte. 1680 le famiglie delle zone terremotate ospitate gratuitamente e poi tanti ragazzi, bambini e adulti in una giornata che vuole al centro la solidarietà. E le istituzioni ci tengono a prendere il loro posto. A parlare è Vasco Errani, presidente della regione Emilia Romagna che ricorda: “La regola sarà la trasparenza. Quello che si sta svolgendo qui oggi è un gesto di comunità e per questo voglio ringraziare chi ha permesso che tutto questo si realizzasse. Il nostro paese può essere anche così, molto meglio di come viene presentato”. E in riferimento allo scandalo che ha colpito la regione Lazio ci tiene a ricordare: “Ricordatevi che qui non c’è nessun Batman, ma ci sono le istituzioni e un sistema che non solo è presente sul territorio ma funziona”.

Oltre tre milioni di euro che sono stati raccolti fino ad ora a cui si andranno ad aggiungere i soldi di merchandising, dischi e dvd, asta delle chitarre e tanti altri. È questo il bilancio di una complessa macchina organizzativa che in primo luogo vuole imparare dagli errori del passato ed essere efficace e tempestiva negli aiuti. A dicembre si concluderà la parte di raccolta per procedere alla donazione. Tutte le operazioni saranno rese note sul sito per permettere di seguire il percorso dei soldi che sono stati attualmente destinati alla ricostruzione delle scuole nella zone colpite dal terremoto. Un piano ferreo, sul quale però istituzioni e cantanti hanno detto: “Ci mettiamo la nostra faccia e faremo di tutto per garantire trasparenze e tempestività”.