Si impegnerà personalmente per l’introduzione del reato di tortura nell’ordinamento giuridico italiano e si augura “massima fermezza e severità a livello disciplinare” per chi si ero responsabile, con divisa addosso, della morte tanto violenta di un ragazzo di 18 anni. Il ministro Anna Maria Cancellieri, in un blitz riservatissimo, ha incontrato ieri pomeriggio in prefettura a Ferrara i genitori di Federico Aldrovandi.

A pochi giorni dall’uscita delle motivazioni della sentenza, la titolare del Viminale ha voluto ‘riparare’ alle incomprensioni del recente passato (usò un condizionale di troppo all’indomani della sentenza definitiva della Cassazione di giugno che comminò tre anni e mezzo per omicidio colposo ai quattro poliziotti che intervennero la notte del 25 settembre 2005 a Ferrara in via ippodromo, quando perse la vita il giovane e, nel limite della sua figura istituzionale, ha voluto rassicurare Lino Aldrovandi e Patrizia Moretti sul ‘dopo’.

Un dopo che riguarda i provvedimenti che il corpo della Polizia di Stato potrebbe adottare nei confronti dei suoi quattro agenti tuttora in servizio. Ma prima “bisognerà aspettare i tempi tecnici della commissione disciplinare” ha avvertito il ministro. Tempi quantificabili in circa nove mesi dall’insediamento dell’organo amministrativo (lo scorso luglio). Sul punto la Cancellieri ha ricordato anche l’indignazione provata dopo le offese via Facebook rivolte alla madre da uno dei quattro pregiudicati, Paolo Forlani.

Ma l’attenzione dei due genitori – nell’ora circa di colloquio – si è concentrata anche sul reato di tortura, per l’introduzione del quale hanno lanciato anche una petizione nazionale che ormai ha superato le centomila firme. Martedì prossimo il senato sarà chiamato a pronunciarsi sul relativo disegno di legge. Coincidenza vuole che quel giorno, il 25 settembre, ricorra il settimo anniversario della morte di Federico.

“Si tratta di un passo fondamentale – spiega la Moretti -, perché servono norme precise che disciplinino il modus agendi delle forze dell’ordine in casi come quello di mio figlio e perché ci sia una responsabilità diretta nell’eventualità di violazione delle stesse”.

“Il ministro ha detto che si impegnerà molto, nell’ambito della legge – riporta la madre del ragazzo -, affinché venga approvato il reato di tortura e ci sia un codice disciplinare per le immobilizzazioni in caso di colluttazione violenta, di più non ha potuto dire”. E sull’eventuale espulsione degli agenti, la Cancellieri non si è sbilanciata, limitandosi “ad accondiscendere a quanto le dicevamo. È chiaro che noi attendiamo che chi si rende responsabile della morte di un ragazzo di 18 anni e ostacola l’accertamento della verità non vesta più una divisa”.

Oggi pomeriggio, a partire dalle 16 fino a mezzanotte, proprio nell’ippodromo comunale davanti al quale il diciottenne venne ucciso, si terrà il primo concerto per Federico, un concerto di parole e musica dal titolo “Verità grido il tuo nome”. Sul palco si alterneranno ogni quindici minuti numerosi gruppi locali e di livello nazionale. A ogni cambio di palco ci sarà un intervento degli ospiti, tra cui Luigi Manconi, Lucia Annunziata (via skype), Fabio Anselmo, Ilaria Cucchi, Lucia Uva, Domenica Ferrulli e Stefania Zuccari.