James: “questo è straordinario. Congratulazioni. Papà ”. Il “papà” in questione è il 39° presidente degli Stati Uniti, James Earl Carter jr., meglio noto come Jimmy, che risponde, alle 7.16 del mattino di martedì, a una mail ricevuta da suo nipote James Carter IV, figlio di suo figlio Chip, che, la sera precedente si è assicurato uno di quegli scoop destinati a finire nei libri di storia.

“Grandi novità nella campagna elettorale”, aveva, infatti, scritto il trentacinquenne rampollo della famiglia Carter, nella mail mandata al nonno per informarlo di quanto stava accadendo.

Qualche ora prima di quella mail, infatti, la rivista liberal Mother Jones aveva reso disponibile on line un articolo contenente un video, divenuto immediatamente “virale”, in cui si sente il governatore Mitt Romney riferirsi al 47% della popolazione come “quelle persone che voteranno per il presidente in ogni caso. Quelle che sono con lui perché dipendono dal governo, perché si considerano vittime, credono che il governo abbia la responsabilità di aiutarli, credono di aver diritto all’assistenza sanitaria, al cibo, alla casa e quant’altro”.

Come se non bastasse, il candidato repubblicano, aggiunge, spiegando perché il suo interesse è, invece, diretto esclusivamente ad un’altra parte della popolazione, che “io non devo occuparmi di loro”.

Il video, “rubato” durante una raccolta fondi organizzata in California, un paio di mesi fa, è arrivato nelle mani della rivista proprio grazie alle ricerche di James Carter, attualmente disoccupato, ma con un sogno nel cassetto: entrare a far parte del mondo della ricerca politica.

Il giovane, da mesi, ricercava on line una serie di filmati relativi alla campagna elettorale dei repubblicani e, verso la fine di agosto, si era trovato di fronte al video ormai famoso che era stato postato con il titolo fuorviante “Rachel Maaddow”, riferito alla giornalista di Msnbc, nota per le sue posizioni estremamente liberali. L’incongruenza delle immagini con il titolo aveva spinto lo staff della Maddow a farlo oscurare; solo per breve tempo perché, poi, era riapparso sotto il titolo di “Anne Onymous”. E James Carter IV che non aveva mai smesso di cercarlo da quella prima visione, riesce finalmente a rintracciarlo qualche settimana fa e si mette in contatto con i realizzatori che, ovviamente, chiedono l’anonimato per tutelarsi da eventuali conseguenze legali.

Ottenuto il video che contiene molti altri passaggi “oscuri” per Romney, il giovane Carter lo “passa” alla rivista Mother Jones che fa scoppiare “la bomba”.

Sebbene l’entità del disastro causato dalle parole del candidato repubblicano sarà percepibile solo nei sondaggi dei prossimi giorni, è comprensibile la gioia dell’ex presidente, chiaramente non limitata alla soddisfazione per il successo di suo nipote. Jimmy Carter, infatti, è stato, per tutta la campagna elettorale, uno dei bersagli favoriti di Mitt Romney che, parlando di Obama, lo ha definito “persino peggiore di Carter”.

In particolare, Romney, auspicando per il suo rivale un destino simile e dunque, una presidenza con un solo mandato, non ha mai mancato di accusare Carter di essere stato il nemico numero uno per i piccoli imprenditori. Lunedì sera, però, per mano di un altro Carter, la nemesi si è compiuta.

Il Fatto Quotidiano, 19 Settembre 2012