Si aprira’ il 29 settembre il processo all’ ex maggiordomo del Papa Paolo Gabriele e al tecnico informatico Claudio Sciarpelletti, rinviati a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulla fuga di documenti vaticani. Lo ha stabilito oggi il presidente del Tribunale della Città del Vaticano, Giuseppe Dalla Torre. “L’udienza – precisa una nota della Sala Stampa della Santa Sede – avrà luogo nell’Aula delle udienze del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano. Il decreto è stato notificato agli interessati”. 

Il “corvo”, Paolo Gabriele, fu arrestato il 23 maggio scorso a seguito di una perquisizione nella quale furono ritrovati nella sua casa documenti riservati sottratti dall’Appartamento Pontificio e un assegno da 100 mila euro, una pepita d’oro e una copia preziosa dell’Eneide. Il rinvio a giudizio che lo riguarda è per furto aggravato ed è seguito a interrogatori nei quali ha sostanzialmente ammesso il reato e a una perizia psichiatrica che lo ha dichiarato imputabile. Anche Claudio Sciarpelletti, informatico della Segreteria di Stato, è stato arrestato a seguito di una perquisizione nella quale sono stati trovate però solo alcune buste indirizzate a Paolo Gabriele: rilasciato dopo 24 ore è ora imputato di favoreggiamento, a causa delle versioni contraddittorie da lui fornite ai giudici. 

Il Vaticano aveva risposto duramente agli episodi di diffusione di notizie che considerava “un furto per cui i giornalisti risponderanno“, in riferimento alla pubblicazione, di Marco Lillo sul Fatto Quotidiano, della lettera del 7 luglio 2011 a Benedetto XVI dell’ allora segretario generale del governatorato dello Stato della Città del Vaticano, Carlo Maria Viganò, oggi nunzio negli Stati Uniti e alle numerose carte riservate raccolte nel libro di Gianluigi Nuzzi “Sua santità”, pubblicato da Chiarelettere.