Xi Jinping, il futuro presidente della Repubblica popolare e segretario del Partito comunista cinese, è riapparso in pubblico. O almeno è quanto annunciato dai media statali, che hanno pubblicato una foto del futuro leader presso l’università di agraria a Pechino, durante le celebrazioni della giornata nazionale di divulgazione della scienza. Il prossimo presidente cinese avrebbe anche effettuato un discorso durante il quale avrebbe parlato di scienza, alimentazione e necessità di salvaguardare lo sviluppo sano dell’industria alimentare. La sua apparizione pone fine alle speculazioni che nei giorni scorsi avevano agitato – e non poco – la vita politica locale, proprio nell’imminenza del diciottesimo congresso del Partito Comunista che si dovrebbe svolgere a metà di ottobre e che sancirà il definitivo passaggio dalla quarta alla quinta generazione di leader cinesi, capitanata proprio da Xi.

Intorno a Xi Jinping nelle ultime settimane si erano sviluppate molte voci relative alla sua salute: prima infatti il futuro presidente aveva saltato l’incontro con il segretario di Stato americano Hillary Clinton, poi quello con i rappresentanti danesi, infine avrebbe disertato anche l’importante riunione della Commissione Militare Centrale cinese, di cui è vicepresidente, che doveva decidere interventi d’urgenza dopo le scosse di terremoto dei giorni scorsi in Cina.

Da fonti ufficiali non era stata data alcuna notizia (il portavoce del ministero degli Esteri aveva spiegato alla stampa internazionale di non avere novità da comunicare al riguardo), mentre le voci si erano rincorse soprattutto on line: secondo alcuni osservatori Xi Jinping avrebbe avuto un dolore alla schiena che si sarebbe procurato durante una nuotata nella piscina riservata di Zhongnanhai, il Cremlino cinese, o durante una partita di calcio, il suo sport preferito (non è un caso infatti che prevedendo un decennio di regno di Xi, il calcio in Cina stia subendo un progresso e un appoggio economico di grande rilevanza).

Nei giorni successivi alla sparizione si erano levate anche voci molto più complottistiche, che arrivavano da Boxun, un sito registrato negli Usa ma gestito da esuli e dissidenti cinesi che in più occasioni ha rilasciato scoop molto riservati. In alcuni casi si è trattato di verità, altre volte invece i lanci di Boxun si sono rivelati semplici “chiacchiere”. Secondo le voci raccolte dal sito americano, Xi Jinping sarebbe rimasto vittima di un grave incidente stradale e sarebbe stato ricoverato nell’ospedale riservato ai leader del paese. Ancora peggio sarebbe quanto si nasconderebbe dietro all’incidente: un complotto ordito niente meno che dai sostenitori di Bo Xilai, ex leader del Partito di Chongqing la cui carriera è stata recentemente stroncata dalla nomenklatura cinese, con il beneplacito di Xi Jinping autore di un articolo al vetriolo contro Bo su una delle tante riviste di Partito.

Entrambi sono “principini”, ovvero eredi della nobiltà comunista, figli dei padri della Patria. I due hanno però hanno scelto stili e percorsi diversi: mediatico e populista Bo Xilai, calmo e calcolatore Xi Jinping. L’esito delle due carriere non lascia dubbi su chi sia stato più lungimirante. Ad aggravare l’attesa e le voci, il fatto che anche He Guoqiang, altro membro del Politburo cinese, sarebbe stato ricoverato in ospedale, anch’esso dopo un incidente d’auto. He Guoqiang, che venne dato anche per morto, notizia poi smentita, è proprio a capo della task force che sta indagando su Bo Xilai.

Oggi infine Xi Jinping è riapparso, almeno sembra, dato che non è stato dato nessun chiarimento circa il recente silenzio intorno alle sue condizioni di salute. Era importante che apparisse, però, per placare le interminabili chiacchiere sulla sua sorte, che avrebbero potuto fare aumentare la tensione in un paese che si prepara ad un rocambolesco cambio della guardia, mentre sono in corso manifestazioni nazionalistiche anti giapponesi, a sottolineare la tensione sotterranea che percorre il paese.

di Simone Pieranni