“Mi sono stati anticipati soldi per biglietti aerei che poi ho restituito a un amico senza rilasciare ricevuta”. Così il governatore lombardo Roberto Formigoni, ospite in un programma radio di Piero Chiambretti (su Radio 2), ha risposto alla domanda che i giornali gli pongono da quando è iniziata la serie di inchieste sulla sanità (prima quella sul San Raffaele poi quella sulla Fondazione Maugeri): perché non rende pubblica la distinta con cui ha restituito a Pierangelo Daccò le spese sostenute per le sue vacanze di Capodanno del 2008-2009. “Lei quando riceve un prestito da un amico si fa dare la ricevuta?”, ha incalzato il presidente della Regione Lombardia che ha spiegato di aver agito così come si fa fra amici. Al direttore del quotidiano, Ezio Mauro, Formigoni ha poi chiesto invece di “dire se ha investigato sugli interessi materiali del suo editore”, Carlo De Benedetti, “nel settore della sanità”.

Peccato che Daccò, durante un interrogatorio del maggio scorso, abbia detto cose diverse. I magistrati gli hanno chiesto della spesa di Eurosat Telecommunication Ltd, una sua società irlandese: quasi 150mila euro di costi vivi dello yacht Ad Maiora, escluse le spese del personale, che comprendono stipendio e carta di credito per le spese quotidiane. Ecco la risposta di Daccò: “Formigoni era mio ospite. Non mi ha mai restituito nulla”. Il contributo di Formigoni? Nessuno. I pm hanno esibito al faccendiere anche due fatture che riguardano l’ultimo Capodanno e un albergo a 7 stelle. Spesa: 50mila euro. Daccò le ha riconosciute, confermando che Formigoni era suo ospite e che non gli ha mai restituito niente né per il soggiorno né per il volo. 

Chi mente? Daccò davanti ai magistrati? O Formigoni davanti ai giornalisti? E’ vero che Formigoni non ha mai restituito nulla di tutto ciò che ha pagato l’amico “faccendiere” durante le ormai note vacanze ai Caraibi? Oppure, come dice il presidente della Regione Lombardia, ha pagato, restituendo tutto a Daccò, senza però mettersi a fare ricevute?

Ma nelle dichiarazioni di oggi, Formigoni non si è limitato alle sue inchieste. Ha avuto anche occasione di difendere pubblicamente Nicole Minetti: “Ha diritto di essere giudicata per il lavoro che fa e non per altro”. Formigoni ha parlato anche delle mancate dimissioni della consigliera regionale del Pdl. “Ho detto più volte che le dimissioni sono una volontà personale. Se desidera continuare in politica, come sembra – ha aggiunto il governatore – lo faccia con serietà e con determinazione”. Incalzato da Chiambretti, che gli ha chiesto che lavoro faccia in pratica l’ex igienista dentale in Consiglio regionale, Formigoni ha sostenuto che Minetti ha presentato “alcune interrogazioni e alcune proposte di legge” che adesso deve impegnarsi per “portare ad approvazione”. “Non sono stato io a spingere per candidarla”, ha comunque ribadito il presidente della Lombardia, ma “il partito”.