Nonostante le contestazioni della platea, il sorriso gli è rimasto stampato sul viso fino alla fuga. Questa la sintesi della serata storta occorsa al ministro dell’istruzione, università e ricerca, Francesco Profumo, sul palco della Festa Pd di Modena.

In mezzo alla gremita sala dibattiti di Ponte Alto, una sessantina di insegnanti precari targati Flc-Cgil e Cobas accorsi ad urlare la loro rabbia per il nuovo concorso deciso dal ministero. Sopra al palco, assieme all’ex ministro Pd Fioroni, in maniche di camicia l’ingegnere ligure titolare del dicastero, che come negli settanta viene lentamente sovrastato dai cori di protesta fino a doversi alzare e scappare via. (video da youtube)

Fischi, buu, “vergogna”: l’armamentario sonoro degli insegnanti precari provenienti da Reggio Emilia, Modena e Bologna non ha mai abbandonato le riflessioni del ministro del governo Monti. Una protesta dai toni alti, ma mai scaduta nell’incivile, nel volgare o nel violento. Nemmeno il tempo di sfiorare l’argomento della ricostruzione nel post terremoto, con ”120 milioni di euro di investimenti” scolastici per l’Emilia colpita dal sisma, che parte la contestazione.

Profumo viene subito interrotto da un docente precario che inizia a fare domande ripetute dall’intero gruppo di precari come se fosse un coro greco: “Buonasera ministro Profumo siamo i precari della scuola, chiediamo parola, facciamo domande attendiamo risposte”. Profumo non si sottrae: “certo, ragioneremo insieme”; ma parte subito la seconda “strofa”: “il concorso costa troppo per selezionare insegnanti che lo hanno già vinto”. Poi, prima che il ministro potesse replicare, il grido: “è sicura una scuola con 30 alunni che non rispetta le norme di sicurezza. Aspettate il morto?”.

Frasi che il ministro dell’Istruzione, già contestato per le stesse ragioni a Pisa pochi giorni fa, cerca di arginare. “L’obiettivo del concorso non è cancellare diritti acquisiti nel tempo ma di dare una ulteriore opportunità, la possibilità di un doppio binario, quello della graduatoria e quello del concorso”. Parole che però non fermano i docenti; stanchi, a loro dire, di una vita priva di certezze.

Tra le molte persone a contestare prende la parola una docente costretta in carrozzina. Lamenta il taglio delle ore di sostegno ai ragazzi disabili e in difficoltà, la paura di “essere trasformata in amministrativa”, tra il silenzio dell’arena e l’attenzione imbarazzata di Profumo e Fioroni.

Finisce con un giovane che si avvicina al ministro e grida “La facciamo noi la riforma della scuola: ritirate i tagli della Gelmini”. L’intervistatrice ufficiale corre ai ripari, chiude in fretta e furia il dibattito e congeda gli ospiti. Il sorriso di Profumo non accenna a diminuire e pochi secondi dopo, sceso dal palco si avvicina ai cronisti: “Credo che si debba ascoltare queste persone che esprimono il loro dissenso mantenendo aperto un canale di domanda e risposta”.