L’Inter e Telecom Italia sono stati condannati dal giudice civile di Milano Damiano Spera al risarcimento in solido di un milione in favore di Christian Vieri per lo spionaggio che aveva subito quando giocava nel club nerazzurro. L’ex attaccante aveva chiesto un risarcimento di 12 milioni a Telecom e di 9,250 alla squadra neroazzurra. Lo “spionaggio” emerse durante l’inchiesta del 2006 della Procura di Milano sui dossier illegali confezionati dalle security delle due società. 

E proprio il primo 1° febbraio l’ex capo della security di Telecom, Giuliano Tavaroli, era stato sentito come teste nella causa civile e aveva sostanzialmemte confermato di aver ricevuto, quando il ‘bomber’ indossava la maglia nerazzurra, una telefonata dalla segreteria di Marco Tronchetti Provera e di aver poi girato la pratica all’investigatore privato Emanuele Cipriani, il quale doveva capire quali persone frequentasse il calciatore. Tavaroli aveva confermato la vicenda anche nel filone penale del caso nel quale ha patteggiato una pena di 4 anni e 2 mesi. Tavaroli aveva riferito di una telefonata ricevuta dalla segreteria di Tronchetti Provera e poi del breve e successivo incontro con Massimo Moratti, in cui il presidente dell’Inter gli aveva espresso le sue preoccupazioni. E proprio Cipriani aveva confermato le dichiarazioni di Tavaroli: ”La richiesta di controllare Bobo Vieri proveniva dall’Inter e l’attività fu gestita da Giuliano Tavaroli”. L’investigatore privato aveva confermato quanto era già agli atti dell’inchiesta penale sui dossier illegali. E cioè che nel 2000 ricevette ”materialmente” l’incarico da Tavaroli di monitorare Vieri e altri calciatori, su richiesta della F.C. Internazionale Spa ”a cui sono intestate due fatture”. “Il cliente era l’Inter e tutto veniva riferito al presidente Moratti e  – aveva affermato Cipiriani – all’allora amministratore delegato Rinaldo Ghelfi”. Su presunte intercettazioni abusive l’investigatore aveva detto: ”In questa e altre pratiche non ho mai trattato intercettazioni telefoniche e tabulati. Ci sono stati pedinamenti, verifiche di polizia, all’anagrafe tributaria, di conti correnti, ma mai intercettazioni”. Durante la causa tra le testimonianze è stata acquisita anche quella dell’ex fidanzata Melissa Satta che aveva dichiarato che da quando il calciatore aveva saputo di essere stato spiato non riusciva più a dormire e avrebbe cominciato a soffrire di depressione. Durante la causa è stato sentito anche Marco Tronchetti Provera.