Accelerare la riduzione di emissioni inquinanti dagli impianti sequestrati il 26 luglio scorso: è l’imperativo ribadito dalla Procura di Taranto in un vertice svoltosi nel pomeriggio al Palazzo di giustizia sulla vicenda Ilva. Lo ha presieduto il procuratore, Franco Sebastio, e vi hanno partecipato il procuratore aggiunto, Pietro Argentino, gli altri pm che si occupano di reati ambientali, i custodi giudiziari degli impianti sequestrati, il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante (anche lui custode e amministratore) e il comandante dei carabinieri del Noe di Lecce, Nicola Candido.

Nella riunione gli inquirenti avrebbero anche ribadito che non c’è facoltà d’uso degli impianti dell’area a caldo sequestrati. A quanto si è appreso, sarebbero state indicate le linee di un piano di risanamento degli impianti: bisognerà capire se, per far questo, gli impianti dovranno restare in marcia, produrre al minimo o essere addirittura spenti (attualmente la produzione, per quanto riferito dall’Ilva, è al 70%). “Si passa immediatamente all’attuazione di tutte le misure. E’ stata una riunione esaustiva e conclusiva. Nel giro di qualche giorno scatterà la fase operativa”, ha detto il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, al termine del vertice. “In verità – ha aggiunto – la fase esecutiva del sequestro è già cominciata da diverse settimane. Noi sinora abbiamo studiato e analizzato la situazione, perchè quelli dell’Ilva sono impianti che non solo hanno una loro complessità, ma anche una loro pericolosità. Si tratta quindi di procedere con molta attenzione”.

“I magistrati inquirenti, che sono responsabili dell’esecuzione dei provvedimenti, hanno dato delle indicazioni precise, operative, dando obiettivi che sono quelli soprattutto di contenimento delle emissioni”, ha confermato Ferrante, al termine del vertice. “Adesso – ha aggiunto – spetterà ai custodi tecnici, e a me, operare collegialmente, riferendo ovviamente al procuratore della Repubblica e operando nel senso indicato da loro. L’obiettivo posto dal Tribunale del Riesame e dal gip è quello di risanare in senso ambientale gli impianti e dobbiamo lavorare in questa direzione”. Quanto al sequestro preventivo degli impianti disposto dal gip e confermato dal Riesame, Ferrante ha sottolineato che si parla di “sequestro degli impianti ai fini del risanamento e della messa in sicurezza. Nessuno – ha aggiunto – ha mai pensato alla facoltà d’uso. Non è un termine che compare ma si parla di utilizzo a quei fini”.

Sulla vicenda Ilva è intervenuto anche il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini . “L’azienda dovrà mettere in atto le prescrizioni che abbiamo dato, che riguardano l’impegno per il risanamento, e nel contempo riprendere il ruolo produttivo”, ha detto auspicando una conclusione della vicenda alla fine del mese. Lunedì torna a Taranto, per riprendere il lavoro, la commissione per la nuova Autorizzazione integrata ambientale (Aia) a cui l’Ilva si dovrà attenere.