Sono solo rumors, ma ruotano intorno a una questione delicatissima: la nomina a senatore a vita a poco meno di un anno dalla fine del mandato di Giorgio Napolitano. E nella lista del Quirinale, su cui ragiona il Corriere della Sera, c’è anche Eugenio Scalfari. Il fondatore della Repubblica, che in questi giorni è sceso in campo a difesa del presidente della Repubblica e contro chi, come il presidente emerito della Consulta Gustavo Zagrebelski, è nella rosa di coloro che hanno “illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”. Con la scomparsa, a luglio, di Sergio Pininfarina il numero dei senatori della Repubblica è sceso a quattro. Dal Colle fanno sapere che nessuna pratica è stata aperta, ma tutti ricordano in quanto poco tempo arrivò la nomina di Mario Monti, nominato senatore il 9 novembre dell’anno scorso prima di diventare presidente del Consiglio. 

Il quotidiano di via Solferino parla di “scommesse” nel mettere insieme una lista, ma sono azzardi che emergono “da alcune raccomandazioni rimbalzate in queste settimane”. In primis ci sono Scalfari, in passato e per poco tempo parlamentare Psi, e Gianni Letta, anche lui giornalista già direttore del “Tempo”, sottosegretario della presidenza del Consiglio dei governi Berlusconi. Tra i più quotati anche Emanuele Macaluso, ex dirigente del Pci, con esperienze al vertice dell’Unità e del Riformista. A questo trio si affiancano altri nomi decisamente meno autorevoli come quelli dell’ex segretario della Lega Nord Umberto Bossi, senatore per elezioni allo stato, e quello emerito nella scienza della astrofisica Margherita Hack che potrebbe sedere sul seggio accanto a un’altra illustre donna italiana, il premio Nobel Rita Levi Montalcini. Completano l’attuale composizione dei senatori a vita Giulio Andreotti, l’ex capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi ed Emilio Colombo.