La giustizia Usa si muove sullo scandalo della manipolazione del tasso Libor e chiama a comparire sette grandi istituti americani ed europei, anche se la lista potrebbe allungarsi. Intanto Standard and Poor’s avvisa che la vicenda potrebbe mettere a rischio gli utili delle banche britanniche, già impegnate in una faticosa ripresa. Dopo le polemiche sulle responsabilità fra le autorità di controllo dei mercati sulle due sponde dell’Oceano, sono ora i Dipartimenti di giustizia degli Stati di New York e del Connecticut, secondo quanto riportano diversi media internazionali, a chiamare a comparire sette grandi istituti: Citigroup, Ubs, Royal Bank of Scotland, Deutsche Bank, Hsbc, Jp Morgan e Barclays. Una lista che, secondo le fonti, potrebbe anche allagarsi ad altri istituti di credito. Diverse banche coinvolte hanno peraltro confermato di aver ricevuto fino a ora richieste di informazioni e documentazione dalle autorità di controllo.

L’indagine arriva dopo la multa da 453 milioni di dollari erogata a Barclays (i cui vertici si sono dimessi uno dopo l’altro il mese scorso) dalle autorità di controllo Usa e del Regno Unito dopo l’ammissione di aver manipolato, fra il 2005 e il 2009, il tasso interbancario Libor, utilizzato non solo per calcolare i mutui ma anche una vastissima gamma di prodotti finanziari, tra cui obbligazioni e titoli di Stato emessi da enti locali e governi. Una circostanza che, secondo alcuni media, avrebbe indotto la giustizia americana a intervenire. L’indice, e il suo metodo di calcolo basato sulla media dei valori forniti da sedici banche che hanno poi creato un vero e proprio cartello, è oramai considerato non affidabile e soggetto a numerose falle. Il dibattito su una sua profonda modifica vede diversi osservatori e le stesse autorità britanniche puntare su una soluzione che veda l’intervento degli organismi di vigilanza. Anche gli altri indici di riferimento come l’Euribor o il giapponese Tibor sono al centro della dialettica, sebbene i loro metodi di calcolo si basino su una metodologia più ampia e rappresentativa.

E per Standard and Poor’s lo scandalo Libor, su cui anche la Procura di Trani ha aperto un’inchiesta per manipolazione aggravata, potrebbe pesare sui risultati del 2012 e del 2013 delle banche britanniche, già impegnate in una faticosa ripresa. Per l’agenzia non è a rischio l’affidabilità del rating del settore ma lo scandalo è solo l’ultimo di una lunga serie, fra cui i casi di riciclaggio, che dura dallo scoppio della crisi nel 2008.