”Ho sempre espresso rispetto efiducia nell’operato della magistratura e continuo a farlo, non per una ragione di forma ma per intima convinzione. Questa posizione ha ispirato e ispira sempre il mio comportamento. Peraltro io so bene cosa ho fatto e cosa non ho fatto e so bene di non avere mai sfavorito o favorito alcuno: ne in questa nè in altre vicende”. E’ quanto ha affermato il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, sulla vicenda Terremerse, la cooperativa, già presieduta dal fratello Giovanni, coinvolta in un’inchiesta su presunti illeciti nell’erogazione di finanziamenti pubblici da parte della Regione.

Nel suo intervento in apertura dell’assemblea regionale straordinaria, convocata proprio sul tema Terremerse e per fare un punto sullo stato della ricostruzione post terremoto, Errani ha poi aggiunto, riferendosi alla prima questione, di confidare che “la verità emerga con la forza dei fatti. Confido che il prossimo 7 novembre”, quando dovrà decidere sul rinvio a giudizio per il reato di falso in atto pubblico, “il giudice accerterà la mia buona fede e l’insussistenza del rimprovero penale che mi viene mosso”.

Sulla vicenda Terremerse, ha chiosato Errani, “in questi mesi ho scelto, per quanto mi riguarda, di restare fermo alla sostanza della questione, e così continuerò a fare, certo come sono del mio comportamento, pienamente fiducioso in un esito chiarificatore dell’udienza che avrà luogo”.

Nel suo intervento all’assemblea, il presidente emiliano romagnolo ha ripercorso, in maniera sintetica, tutte le tappe della vicenda che lo vede coinvolto, sottolineando, tra l’altro, la decisione dopo un articolo pubblicato su un quotidiano nazionale alla fine di ottobre del 2009 “di interessare nell’immediato la Procura, come ebbi modo di informare i capigruppo, perché potesse svolgere celermente gli opportuni accertamenti per far emergere trasparenza e correttezza del comportamento mio e dell’operato degli organi regionali. Era questa per me la strada più diretta e trasparente per chiarire tutta la vicenda – ha puntualizzato Errani -non avendo nulla da nascondere”.

Nessun processo al presidente Errani.A porre la questione, il consigliere regionale della Lega Nord, Manes Bernardini. “Abbiamo il massimo rispetto” per Errani e “non ci interessa fare un processo – argomenta l’esponente del Carroccio intervenendo all’assemblea regionale straordinaria su Terremerse e ricostruzione post-terremoto – ma vogliamo sapere cosa accadrà se verrà accolta la richiesta di rinvio a giudizio. Se il 7 novembre ci sarà il rinvio a giudizio – incalza Bernardini – il presidente dell’Emilia Romagna, il presidente della Conferenza delle regioni, il commissario straordinario per il terremoto, cosa fara? Resterà o verrà applicato quel codice etico” adottato dal Pd che “dice che non è opportuno continuare? Oggi – dice il consigliere della Lega Nord – si deve dire cosa accadrà per rispetto dell’aula e delle zone colpite dal terremoto”.