“Valanghe di menzogne, trasfigurazione del vero” per mettere in atto un “golpe”. Roberto Formigoni all’attacco di Repubblica e Il Fatto Quotidiano parla di “palesi falsità” per le pubblicazioni di verbali e informative agli atti delle inchieste San Raffaele e Fondazione Maugeri che vedono coinvolti Pierangelo Daccò, imprenditore e ufficiale pagatore delle vacanze del Celeste, e Antonio Simone, ex assessore alla Sanità negli anni ’90 e amico del politico Pdl. Il presidente della regione Lombardia, indagato per corruzione e finanziamento illecito nell’inchiesta Maugeri, in conferenza stampa mostra il raffronto dei verbali del faccendiere Daccò e quanto riportato sui giornali che in queste settimane si sono occupati degli scandali nella sanità lombarda.

“I giornalisti falsano” afferma il governatore lombardo che parla “di trasfigurazioni del vero” e “violenza espressiva”. A un mese e mezzo sottolinea il presidente “ancora non ho ricevo l’informazione di garanzia” riferendosi alla pubblicazione, da parte del Corriere della Sera questa volta, della sua iscrizione nel registro degli indagati. Per Formigoni: “Tutte le copie (dei verbali, ndr) sono identiche non girano copie taroccate” e così “abbiamo potuto procedere alla comparazione. Un’azione di legittima difesa mia e dell’istituzione che rappresento”. Secondo il politico del Pdl,  governatore della regione da quasi 20 anni, da settimane fa sapere che non si dimetterà anche in caso di avviso di garanzia e anche oggi ribadisce che non lascerà il Pirellone. Nella pubblicazione delle notizie, secondo il politico, c’è solo “intento diffamatorio”. Ma non solo il governatore parla di “aggressione politica mediatica” accusando i cronisti che si baserebbero su “falsità spacciando per vere dichiarazioni Daccò i cui verbali sono segreatati”. L’obiettivo di queste presunte falsificazioni sarebbe quello di “manipolare l’opinione pubblica per cercare di screditate l’immagine e la storia del presidente di fronte ai suoi lettori e cittadini.

L’intento è un “golpe” e “costringere alle dimissioni”, ma è convinto il Celeste che né i cittadini né gli alleati credano ai giornalisti: “Nella maggioranza non credono a queste falsità. Il presidente non si dimette, la maggioranza gli manifesta la sua fiducia anche se si va avanti con questo tentativo di delegittimazione. Fino alle clamorose falsità di oggi pubblicate dal Fatto – continua Formigoni ribadendo l’intenzione di querelare e richiedere i  danni – . Ho preso visione con piacere di quanto comunicato della Procura di Milanoper le reiterate violazioni investigative a mio danno del segreto del segreto istruttorio. E’ veramente paradossale quanto compiuto dal Fatto” che ha pubblicato “pretese ipotesi investigative della Guardia di Finanza e le hanno pubblicate come se fossero vere. Sarò durissimo contro chi continuerà ad attentare alla mia onorabilità”. Per Formigoni ci sono “gruppi di potere hanno tentato di rovesciare governo”. “Contro di me non c’è nulla –  sottolinea -. Carta canta e villan dorme. Sono queste carte che dimostrano la vostra falsità” conclude Formigoni mostrando le fotocopie. 

Due le domande al presidente Formigoni di Piero Colaprico di Repubblica e Franz Baraggino del Fatto. “E’ uno scherzo? – dice Colaprico facendo notare che tutto più o meno è stato riportato sui quotidiani rifacendosi ai verbali – Io non ho paura delle mie opinioni – prosegue il cronista ricordandogli le vacanze da nababbo – .Mi aspettato una difesa nel merito” visto che Formigoni è stato trattato più o meno nello stesso modo in cui sono stati trattati tutti gli uomini pubblici finiti in qualche inchiesta. Alla domanda del Fatto sui rapporti con l’ex assessore Massimo Buscemi intercettato mentre lo avverte che vengono fatte domande sulla villa in Sardegna, Formigoni risponde che i rapporti con l’ex responsabile della Cultura, genero di Daccò, sono buoni:  “Sia da assessore che da ex assessore è stato sempre correttissimo nei miei confronti”.