Sette anni senza pagare l’affitto e senza lavori di manutenzione. E ora arriva lo sfratto. Una vicenda del genere normalmente passerebbe inosservata. Ma qui l’inquilino sfrattato è la Cagliari calcio, l’immobile è lo stadio Sant’Elia e il proprietario creditore il Comune di Cagliari. Governato oggi da Massimo Zedda, un sindaco giovane di Sel che ha perso la pazienza. E dopo “l’oltraggio” costituito dall’abbandono della città da parte della squadra di calcio (il Cagliari ha concluso la stagione appena terminata disputando le gare interne al Rocco di Trieste) ha presentato al presidente Cellino il conto delle inadempienze, dei mancati pagamenti e delle violazioni del contratto. Avviando la procedura di risoluzione della convenzione che disciplina la gestione dello stadio. E dando così il via allo sfratto alla squadra della città. Un caso unico a livello nazionale.

La società Cagliari calcio utilizza lo stadio Sant’Elia, proprietà comunale, per le partite del campionato di calcio, grazie a una concessione regolata da una convenzione stipulata tra il Comune e la società rossoblù il 31 dicembre 2002. La concessione è a titolo oneroso, ma con un canone d’affitto tra i più bassi in serie A (50 mila euro, salito a 56 mila dal 2012). Del resto sono storicamente buoni i rapporti tra Cellino (candidato in Forza Italia alle elezioni regionali del 2004, “lusingato dalla proposta di Berlusconi”) e il centrodestra. Ma al Comune di Cagliari l’aria è cambiata e il rapporto tra società e amministrazione si è incrinato negli ultimi mesi. Cellino, dopo aver lamentato le cattive condizioni dello stadio (e i conseguenti danni economici) ha chiuso il campionato a Trieste e ha già chiuso l’accordo col Comune di Quartu Sant’Elena per la sistemazione di un nuovo impianto a Is Arenas dove saranno disputate le gare della prossima stagione calcistica. E Zedda ha pignorato ai rossoblù 1, 7 milioni di euro, presso il Tribunale di Milano che girerà al Comune di Cagliari i soldi di Sky e della Lega calcio.

In questo clima di tensione è maturata la decisione dell’ufficio Sport dell’amministrazione cagliaritana che il 9 luglio scorso ha messo nero su bianco l’avvio dell’iter per la rottura della convenzione e l’elenco degli obblighi contrattuali violati. Nel documento si legge che non risultano versati i canoni annuali di concessione per le sette stagioni sportive che vanno dal 2002 al 2009. C’è poi il mancato adempimento dell’obbligo di provvedere alla manutenzione ordinaria dell’intero impianto, a quella ordinaria e straordinaria del manto erboso, delle vie di esodo e del tabellone luminoso. E il mancato obbligo di riservare l’utilizzo dello stadio Sant’Elia, in modo occasionale, per altri eventi o manifestazioni organizzate e gestite da terzi soggetti autorizzati dal Comune (come ad esempio la mancata disponibilità dello stadio per la partita di calcio della Nazionale Italiana Attori).

Il documento precisa che la Cagliari Calcio “illegittimamente ed infondatamente”, il 2 aprile scorso, comunicava la propria decisione di disputare le partite Cagliari-Inter e Cagliari-Juventus presso lo stadio comunale di Trieste “Nereo Rocco”. La rottura definitiva sarà formalizzata con un altro provvedimento amministrativo. In consiglio comunale l’assessore allo Sport Enrica Puggioni ha annunciato che lo stadio Sant’Elia “sarà messo a disposizione anche della società sportive minori della città”.

di Ennio Neri