Per noi esseri umani, con i piedi sempre ben saldi sulla Terra, “è la cosa più vicina al trovarsi per davvero sul Pianeta Rosso”, come ha ammesso la stessa Nasa. L’immagine panoramica ad alta definizione di Marte, diffusa dall’agenzia spaziale americana, è uno spettacolo senza precedenti per chi sogna da lontano il suolo marziano. Realizzata dopo mesi di foto catturate su Marte, è il risultato di una combinazione di 817 immagini scattate dalla Fotocamera Panoramica, Pancam, del rover Opportunity, il robot per l’esplorazione che si trova sulla superficie marziana dal 25 gennaio del 2004.

L’immagine mostra un enorme cratere creato miliardi di anni fa, dentro cui è situato il veicolo della Nasa. Secondo l’agenzia americana, questa sarebbe l’immagine più dettagliata mai ottenuta finora del Pianeta Rosso. Le oltre 800 fotografie che hanno contribuito a creare l’immagine finale sono state scattate in 5 mesi, tra il 21 dicembre del 2011 e l’8 maggio di quest’anno. Le foto sono state realizzate mentre Opportunity si trovava su un affioramento di roccia chiamato “Greeley Haven” in onore del geologo e ricercatore della NASA Ronald Greeley, morto lo scorso ottobre. L’area si trova sul bordo dell’antico cratere Endeavour, che ha un diametro di 22 chilometri che si estende nel Meridiani Planum, la pianura situata nella zona equatoriale di Marte. “L’immagine – commenta Jim Bell dell’Arizona State University – fornisce una visione del ricco contesto geologico dovuto al lavoro chimico e minerario che il team ha eseguito durante i cinque inverni del rover presso Greely Haven; inoltre, è individuabile una dettagliata quanto spettacolare immagine del grosso impatto del cratere esaminato durante il corso della missione”. Al centro dell’immagine sono visibili le tracce lasciate dalle ruote di Opportunity, con precisione 6, sul terreno sabbioso di Marte.

Per migliorare la visione ed enfatizzare la differenza fra i vari materiali, i tecnici della Nasa hanno usato falso colori. Inoltre, la foto mostra un’ampia porzione dei pannelli solari che alimentano Opportunity. Sono visibili anche cavi e altre strumentazioni che fanno funzionare il rover. Il lancio di questa panoramica coincide con due pietre miliari per la Nasa. Il 2 luglio scorso Opportunity ha compiuto 3mila giorni di missione sul Pianeta Rosso, un risultato eccezionale se consideriamo che la missione del rover doveva durare circa 3 mesi. Il robot atterrò sul pianeta tre settimane dopo il suo gemello Spirit, che ha concluso la propria missione il 25 maggio del 2011 dopo numerosi tentativi della NASA di ripristinare i contatti non andati a buon fine. L’altra pietra miliare riguarda i 15 anni di presenza robotica su Marte da parte dell’agenzia spaziale americana, iniziata con la navicella PathFinder nel 1997.

Ma l’avventura marziano non è ancora finita. Nei primi giorni di agosto, sul pianeta atterrerà Curiosity (Mars Science Laboratory), un nuovo rover realizzato dalla NASA due volte più grande rispetto a Opportunity e Spirit e dotato di molte strumentazioni avanzate per eseguire test sulla superficie del pianeta. La missione principale avrà la durata di un paio di anni e servirà per approfondire le nostre conoscenze su Marte, e capire se in passato il pianeta era in grado di ospitare particolari forme di vita. E per il 2030 la Nasa spera di sbarcare il primo equipaggio sul pianeta.