Vorrei fare due considerazioni sulla spending review.

In primo luogo Monti dice che non si tratta di una manovra di finanza pubblica, piuttosto di una ‘operazione strutturale’ che serve a recuperare gli oltre 4 miliardi necessari per evitare l’aumento dell’Iva a settembre. Viene da chiedersi perché Monti proponga ogni giorno questa distinzione. La ragione mi pare molto semplice: Monti aveva garantito in lungo e in largo che non sarebbe stato necessario fare una manovra di aggiustamento dei conti per ottenere i risultati voluti e invece non è vero. La recessione provocata dalle manovre di Berlusconi e Monti è tale da rendere obbligatoria una nuova manovra che si preannuncia di entità ben maggiore dei 4 miliardi previsti come maggior gettito dell’Iva. Ci troviamo quindi di fronte al tentativo di nascondere l’evidenza del fatto che le manovre del governo provocano sull’economia effetti opposti a quelli dichiarati. Del resto Monti ha autorevoli predecessori nell’arte di raccontare balle con la faccia seria, di ripeterlo a reti unificate e di rendere per questo fatto stesso la notizia verosimile. Se Ruby è la nipote di Mubarak, la spending review non è certamente una manovra finanziaria!

In secondo luogo mi ha colpito la difficoltà nel capire cosa effettivamente vogliono fare i nostri governanti. I giornali ci hanno addirittura fatto sapere che chi ha preparato il pacchetto non si è fidato nemmeno di mandare le proposte per mail ai vari ministri per paura che trapelassero le notizie. Ma se la spending review serve a tagliare gli sprechi, cosa c’è da nascondere? Questo governo aveva addirittura attivato un sito internet in modo da permettere ai cittadini di segnalare gli sprechi. Adesso che siamo arrivati alla fase di realizzazione, perché ha paura di far sapere ai cittadini che cosa vuole fare? Se ha operato bene non avrebbe tutto da guadagnare a pubblicizzare i suoi propositi? Questo comportamento a me pare evidenzi nuovamente una distanza tra le parole e i fatti. Il taglio degli sprechi è un obiettivo popolare e si usa questo paravento per fare altro. Pensiamo solo al fatto che si tagliano 200 milioni all’università pubblica e si aggiungono 200 milioni di finanziamento per la scuola privata.

In terzo luogo nei contenuti questa manovra è una stangata pesante, molto pesante. Il taglio delle risorse per la sanità e per gli enti locali produrrà una riduzione drastica di un sistema di welfare che è già arrivato alla canna del gas. A questo punto è abbastanza evidente che il taglio degli sprechi è il comodo paravento dietro cui nascondere l’ennesimo taglio dello stato sociale ed in generale l’ennesima compressione del ruolo dello stato. E su questo bisognerebbe riflettere: Monti usa lo spauracchio della speculazione per distruggere il welfare, precarizzare il lavoro e abbattere i salari, perché il vero obiettivo è la sconfitta dei lavoratori, non l’uscita dalla crisi.

Nello specifico del welfare, l’obiettivo non è salvarlo ma togliere diritti e aprire spazi ai privati per l’intervento sui servizi. Con la benedizione del Vaticano ovviamente!