Ventitrè milioni di euro occultati al fisco, 1400 lavoratori irregolari, 13 aziende coinvolte e 11 imprenditori denunciati. Questi i numeri di una impressionante frode fiscale e contributiva scoperta dalla guardia di finanza di Gallarate, in provincia di Varese, al termine di una complessa operazione coordinata dalla Procura di Busto Arsizio. Le fiamme gialle hanno smantellato un’articolata rete di imprese attive nel settore dei rivestimenti di pareti e pavimenti, pensata e costruita per evadere sistematicamente i contributi dei lavoratori. Un sistema che, anche tramite un giro di false fatturazioni, permetteva agli imprenditori coinvolti di offrire prezzi stracciati e aggiudicarsi commesse in tutto il nord Italia.

Stando alla ricostruzione fornita dagli inquirenti, Pavimenti 2P srl, la società pizzicata dagli uomini della Gdf, utilizzava come fossero propri centinaia di lavoratori (prevalentemente extracomunitari) che venivano formalmente assunti da altre imprese, complici della frode. Queste società sistematicamente non pagavano né contributi né imposte. Le imprese in questione, che di fatto erano inesistenti, erano tutte riconducibili a soggetti che secondo l’accusa hanno avuto una parte attiva nella frode e provvedevano a mascherare la costante somministrazione illecita di manodopera con fatture che poi non venivano mai dichiarate al fisco. In questo modo, la società gallaratese aveva la possibilità di poter disporre di un incredibile numero di lavoratori (oltre 1400 quelli individuati negli anni oggetto di controllo) senza sostenere alcun onere contributivo e previdenziale per loro in quanto risultava “formalmente” a carico delle società che li mettevano a disposizione (e che poi non li versavano).

Come se non bastasse, oltre ad omettere le dichiarazioni dei redditi e a non versare alcun contributo per i lavoratori, queste società compensavano sistematicamente gli importi dovuti per l’utilizzo dei loro dipendenti con crediti Iva risultati poi inesistenti. Le indagini, durate poco più di un anno, hanno permesso di smantellare una frode che ha creato danni enormi allo Stato, ai lavoratori impiegati oltre alle tante aziende sane del settore che non potevano reggere una concorrenza altamente sleale e non potevano essere quindi competitive nell’aggiudicarsi commesse e lavori che finivano sistematicamente all’azienda gallaratese autrice della frode. Tutti i rappresentati delle 13 aziende coinvolte sono stati denunciati per reati di frode fiscale, evasione e somministrazione irregolare di manodopera. A garanzia del debito nei confronti dello Stato la Procura ha disposto ed eseguito un sequestro di beni per circa 4 milioni di euro, tra cui una grande villa in provincia di Varese, una lussuosa imbarcazione da oltre 18 metri (del valore di circa 1 milione di euro) ed altri immobili nelle province di Trapani e Genova. Ai beni posti sotto sequestro va aggiunto anche l’intero ramo d’azienda che nel corso delle indagini i presunti colpevoli hanno ceduto, nell’intento di sottrarlo ad un eventuale sequestro, ad altra società del Novarese che avrebbe dovuto garantire la continuazione dell’attività illecita. Per la somministrazione illegale di manodopera e l’utilizzo fraudolento di lavoratori l’autorità giudiziaria ha proposto una multa per un totale di circa 4 milioni di euro.