La prima tappa del viaggio di papa Benedetto XVI nelle zone terremotate dell’Emilia Romagna è stata la chiesa dedicata a Santa Caterina di Alessandria, quella dove il 29 maggio è morto con don Ivan Martini, 65 anni, il parroco di Rovereto sulla Secchia, in provincia di Modena, ucciso da una scossa mentre cercava di recuperare una statuetta della Vergine. Il pontefice era appena atterrato nella vicina San Marino e ad attenderlo c’era Salvatore Martini, il fratello del sacerdote, che ha tenuto per tutto il tempo in mano una fotografia del religioso scomparso.

Intanto, nella piazza in attesa, rimbalzavano i cori “Benedetto, Benedetto” tanto che sembrava di essere in piazza San Pietro e non tra le zone terremotate a Rovereto di Novi dove, alle 10.30 di questa mattina, è arrivato papa Benedetto XVI dopo essere atterrato nella vicina San Marino.  Tremila persone hanno accolto il pontefice con entusiasmo fin dal suo atterraggio a San Marino di Carpi.

Da lì su un furgone bianco della Protezione Civile ha raggiunto la parrocchia del modenese e insieme al fratello del sacerdote vittima del sisma c’era Rosanna Cassini, collaboratrice di don Ivan, che ha consegnato al santo padre una lettera: “Gli abbiamo chiesto di non essere dimenticati qui dobbiamo ricostruire tutto. Non ci ho sperato fino all’ultimo quarto d’ora, ma poi l’ho visto arrivare. È stato un omaggio emozionante nei confronti di don Ivan. Ci voleva per rincuorarci”.

La visita è proseguita con giro nella zona rossa di Rovereto a bordo di un mezzo scoperto e poi l’incontro con la folla, su di un palco allestito in via Chiesa Nord. Agli applausi il pontefice ha risposto con un “non siete e non sarete soli”. E ha aggiunto nel suo discorso: “Fin dai primi giorni del terremoto che vi ha colpito, sono stato sempre vicino a voi con la preghiera e con l’interessamento. In questi giorni, in mezzo a tanta distruzione e dolore, voi avete visto e sentito come tanta gente si è mossa per esprimervi vicinanza, solidarietà e affetto. La mia presenza in mezzo a voi vuole essere uno di questi segni di amore e speranza. E ho visto che la vita ricomincia, vuole ricominciare con forza e coraggio”.

Sul parco, insieme al pontefice, c’era il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo metropolita di Bologna, che ha detto che “pur così duramente flagellato questo popolo sta ritrovando l’unità e a forza”. E c’era anche il governatore della Regione Emilia Romagna e commissario straordinario per il terremoto, Vasco Errani, che ha parlato anche del recupero del patrimonio religioso e aristico andato distrutto.

“Siamo una comunità che guarda avanti e vuole costruire”, ha aggiunto Errani, che tornando su temi più volte ribadito ha detto anche: “Per farlo bisogna fissare delle priorità, rispettare le regole ma senza burocrazia e vincendo l’indifferenza. Le scuole, perché una società moderna è solidale, si misura da come tratta anziani e bambini e noi vogliamo essere pronti per il prossimo anno scolastico. Il tessuto produttivo e industriale perché queste zone rappresentano la buona economia da riavviare per il bene dell’Italia e dell’Europa. La visita di oggi ci conforta e ci dice che dobbiamo e possiamo vincere questa sfida”.