La giornata di domenica 24 Giugno è stata propizia per i Lander tedeschi, che sono l’equivalente germanico delle nostre Regioni, ma con gradi di autonomia molto più elevati, essendo inseriti in un contesto realmente federale; un esempio della loro maggiore autonomia rispetto alle regioni italiane sta nel fatto che molte delle decisioni del Governo centrale devono essere approvate oltre che da parlamento centrale (Bundestag) anche da quello dei Lander (Bundesrat); l’approvazione del “fiscal compact”, a cui Frau Merkel tanto tiene, deve, per esempio, passare anche dal Bundesrat ed essere approvata con una maggioranza qualificata.

La giornata di domenica è stata propizia perché inopinatamente il Governo federale ha deciso che nel 2013 emetterà insieme ai Lander dei nuovi titoli pubblici, denominati Deutschland bonds; la cosa non è da poco, perché i Lander hanno un debito complessivo di circa 620 miliardi di euro (circa un terzo di quello complessivo italiano) che sino a oggi hanno finanziato emettendo ciascuno i suoi titoli, a tassi dipendenti dal livello di indebitamento e di affidabilità del singolo Lander.

Dal 2013 il Governo federale, che ha sua volta un debito di circa 1.290 miliardi di euro, aderendo alla emissione di titoli comuni con i Lander, consentirà a questi ultimi di finanziarsi a tassi di interesse che mediano la situazione debitoria e l’affidabilità della grande Germania con quella degli enti locali; il risultato sarà che su quei titoli lo Stato federale dovrà pagare tassi di interesse più elevati di quelli a cui accede singolarmente (oggi tassi negativi in termini reali) mentre i Lander, specialmente quelli più indebitati, accederanno a tassi molto più favorevoli e quindi eviteranno di dissanguarsi ulteriormente con alti interessi; insomma, un ragionevole sostegno solidale.

Alcuni commentatori europei hanno immediatamente notato come questa mutualità vada nella direzione dei tanto auspicati (da Grecia, Spagna, Italia e Francia ) Eurobond e il Governo centrale tedesco, preoccupato che ciò incentivasse i partners europei a insistere sugli indigesti eurobond, ha subito precisato che il paragone non si deve fare, in quanto i deutschland bond saranno partecipati pro rata e ciascun Lander sarà responsabile di rifondere la sua parte in caso di bancarotta; come farebbe sfugge, dopo la bancarotta, ma passi.

Alcuni Lander sono stati molto felici dell’accordo e sembra che, senza nesso alcuno ovviamente, mai pensare male, garantiranno l’approvazione del Bundesrat al fiscal compact di Frau Merkel; altri, come ad esempio la ricca Baviera, sono stati meno contenti, in quanto pagheranno interessi un po’ più alti di quanto potrebbero e soprattutto dicono che in questo modo i Lander più spendaccioni non saranno incentivati a mettersi in riga; ma Frau Merkel è stata determinata e i deutschland bond si faranno, Baviera contenta o no.

Scatenerò l’ira funesta dei commentatori più illuminati, ma a me sembra di essere preso in giro, tanto quanto mi sento preso in giro quando Fornero dice che la riforma delle pensioni era improrogabile a causa delle perdite della previdenza, che i suoi risparmi (i primi nel 2013) ci hanno fatto arretrare dal baratro finanziario del Dicembre 2011 (Sic!) e il brillante Ichino glissa sull’argomento degli attivi previdenziali dell’Inps, sia in diretta Tv che nelle risposte mail.

La presa in giro sta secondo me nel fatto che la Germania fa in casa quello che in Europa respinge con sdegno, cioè aiuta i Lander deboli a finanziarsi a tassi ragionevoli anziché lasciarli nelle mani dei “cravattari” della speculazione finanziaria internazionale; poi, con le mani ancora sporche di marmellata, nega che si tratti di mutualità e, con sofismi mal portati, balbetta di partecipazione pro rata.

Va bene, Frau Merkel, la ricetta dei Lander potrebbe andare bene anche per gli Eurobond: una bella emissione di Eurobond garantiti pro rata da tutti gli Stati europei, a un tasso che si attesterà nel mezzo tra quelli di Grecia, Francia, Italia, Spagna, Germania, Olanda. Oh, beninteso, in caso di default ciascuno Stato è responsabile della propria parte.

Non credo che il vertice Ue di venerdì partorirà nulla del genere e spero con tutte le mie forze di essere smentito. La ragione? I cittadini dei Lander parlano tedesco e non greco, spagnolo, italiano, i rappresentanti dei Lander votano nel Bundesrat e non in un autoreferenziale Parlamento Europeo senza poteri e i Governatori dei Lander negoziano meglio dei Leaders europei (il lettore valuti la scala di priorità).

Legittimo, in un’ottica non europeista, ma di stato nazionale, che un Governo aiuti i propri cittadini e non quelli delle altre nazioni; questo tipo di mentalità, in Europa, ha portato a guerre (vere, non finanziarie) per due secoli; ed è principalmente per evitarne altre che gli statisti del dopoguerra si sono inventati l’Unione Europea.

Mi pare che Frau Merkel, rappresentando la propria opinione pubblica, stia dicendo con i fatti che, in un modo o nell’altro, meglio per noi ora con la finanza che non negli anni 30 in altro modo, la Germania è “uber alles” e che l’Unione Europea, in barba ai progetti di unione politica che sventola, si può anche smantellare, per non dire di peggio.