Non presidente del Consiglio, ma ministro dell’Economia. Silvio Berlusconi si mette a disposizione di un governo guidato da Angelino Alfano. Lo ha detto lui stesso in una riunione con i parlamentari del Popolo delle Libertà. Berlusconi e Alfano proprio oggi, insieme a Gianni Letta, hanno incontrato oggi a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio Mario Monti. E il Cavaliere dà un’impressione anche su questo mini-vertice bilaterale di maggioranza: dalle parole di Monti il predecessore ha ricevuto una “sensazione di indeterminatezza sulle proposte che l’Italia farà in Europa”. Poi la questione delle alleanze, diventata turbolenta dopo l’apertura di Pierferdinando Casini ai “progressisti”. “C’è un mostro – ha detto Berlusconi ai parlamentari – che si aggira tra i conservatori e si chiama Casini. Ma andando a sinistra perderà voti”.

Come spesso è accaduto di recente il Berlusconi che chiama a raccolta i suoi parlamentari per dare loro la carica è quello che rende con più chiarezza le sue idee, ora che sembra rimanere più nell’ombra. Ma è quasi un gioco. All’uscita da Palazzo Chigi sembra schermirsi: “Abbiamo mangiato bene”. 

La riforma del lavoro. Poi, davanti alla riunione dei gruppi Pdl, è un fiume in piena: “Abbiamo riportato a Monti le inquietudini del gruppo, voteremo la fiducia nonostante condividiamo il parere del presidente del Confindustria su questa legge”. Cioè che è una boiata. 

Il governo. Giudizio non positivo neanche sul resto della politica del governo e in particolare in vista del consiglio dell’Unione Europea di giovedì prossimo. Berlusconi spiega ai suoi di avere avuto, durante l’incontro con Monti una “sensazione di indeterminatezza sulle proposte che l’Italia farà”. C’è un orientamento su una misura che prevederebbe un interveto della Bce e del fondo salva-Stati per acquistare i titoli pubblici dei Paesi con uno spread troppo alto, ma solo per gli Stati virtuosi quindi si escluderebbero ad esempio Spagna, Grecia e Portogallo. L’Italia invece sarebbe inclusa. 

In realtà il giudizio apparentemente non lusinghiero è stato poi definito “giusto” dallo stesso Monti che, durante le sue comunicazioni alla Camera proprio in vista del vertice europeo, ha confermato che in effetti non sarà un appuntamento che prenderà decisioni definitive.

Tuttavia l’ex presidente del Consiglio ha chiaro cosa pensa di Monti l’elettorato del Pdl: “Il 78% dei nostri elettori è contrario al sostegno al governo Monti”. Dall’altro lato, però, serve responsabilità, anche nei confronti di Bruxelles: “Adesso andiamo avanti – si raccomanda Berlusconi – Vi prego di usare toni consapevoli della responsabilità che in questo momento abbiamo. Se togliessimo la fiducia dovremo preparare gli elettori al voto, oltre allo sconcerto che la crisi creerebbe. Ho parlato con Bruxelles, definiscono catastrophique la caduta di Monti”.

L’Europa. Berlusconi ribadisce poi la sua idea di Europa. Senza Germania. “Non sappiamo senza l’intervento della Bce quale misura possa essere sufficiente per salvare l’intera eurozona – osserva – In questo senso abbiamo già detto che non sarebbe un male se la Germania uscisse dall’euro visto che la sola Germania è contraria alla Bce come banca di ultima istanza”.

Le riforme. Poi il tavolo delle riforme istituzionali e sulla legge elettorale. “Al tavolo con la sinistra – racconta il leader del Pdl – abbiamo chiesto che il primo ministro possa nominare e rimuovere i ministri, che una legge possa essere approvata solo da un ramo parlamentare, l’elezione diretta del Capo dello Stato e un nuovo meccanismo di elezione dei membri della Corte Costituzionale”. 

La legge elettorale. Per il resto “ha ragione Angelino, con il 40% si può tornare a vincere. Abbiamo anche la possibilità di un’altra legge elettorale. In questi giorni stiamo facendo degli incontri con la sinistra che è pure preoccupata di andare al voto con questa legge elettorale. Si potrebbe andare verso una legge elettorale alla tedesca”. Quindi proporzionale con uno sbarramento al 5 per cento. 

Elezioni ed alleanze. In vista del voto di primavera la prima bordata è per la guida dell’ Udc: “Casini sta cinicamente ad attendere da che parte stia la convenienza – secondo Berlusconi – Se va con la sinistra si porterà dietro solo il 10% dei suoi voti”. Un passaggio è dedicato allaRosa tricolore“, il progetto girato in Parlamento alcuni giorni fa che vedrebbe il Pdl legato a una nebulosa di liste civiche con candidato premier il sindaco di Firenze Matteo Renzi: “Non dobbiamo rinunciare ai pensionati, a Sgarbi, ai responsabili – spiega – Paghiamo un prezzo altissimo in termini elettorali. Per questo ho parlato di liste civiche perché c’è stata una processione di persone venute da me per chiedermi se ero disponibile ad avallare questi progetti. Io non ho dato alcun assenso, non ho sposato nessun progetto, ho solo ascoltato. Sono contrario all’arlecchinata di decine di liste perché puoi vincere, ma poi è difficile governare”. 

“Disponibile per un ministero”. Ciononostante non manca la disponibilità, in caso di vittoria, di “fare il ministro dell’economia in un governo guidato da Alfano”. “Mi hanno chiesto di candidarmi – rivela ancora – io ho solo dato la mia disponibilità. Aldilà delle primarie e di Alfano, io resto sempre a disposizione pronto a fare la mia parte. 

I sondaggi. C’è comunque un problema, ammette Berlusconi: il Pdl paga caro l’appoggio al governo tecnico. “Abbiamo fatto tre focus nel nord, al centro e al sud del paese: il 36% dei nostri elettori continuano a votare per il Pdl e per i candidati del Pdl. Il 54% si sono rifugiati nell’astensionismo o hanno votato scheda bianca. Il 10% ha votato per Grillo. Ma non ce n’è uno solo che non si sia detto pronto a ridare il suo voto al Pdl qualora ci fossero candidati e programmi vincenti”.

“Avanti con una campagna elettorale forte”. Non tutto è perduto. L’ottimismo guida ancora il Cavaliere di Arcore. “C’è preoccupazione per il futuro del Pdl, ma io non sono così preoccupato perché, dopo i focus e i sondaggi, sono convinto che abbiamo la possibilità di fare una campagna elettorale forte con argomenti validi e possiamo riportare dalla nostra parte gli elettori”.