Da quando hanno deciso di utilizzare una robaccia come il cd, dove un file si trasferisce su un supporto che dura poco e che costa pochissimo, ma che viene venduto ad un sacco di soldi, è iniziata una lenta morte del mondo discografico. Nascendo Napster e il formato mp3, e con essi la possibilità gratuita di “rubare” musica, tutto il vascello ha così iniziato ad affondare.

Oggi, però, iTunes o altri portali permettono una possibilità di ricerca infinita. La cosa bella è che io, che compro musica e non la scarico da eMule o altri software del genere, ora ho la possibilità di trovare delle chicche del mio passato che mi hanno portato a comprare musica come non avevo mai fatto prima.

Un po’ perché sono curioso, un po’ perché utilissimo per un programma radiofonico da rigenerare ogni settimana, su Rock ‘n Roll Radio: una web-radio, che ti permette di ascoltarti la puntata del programma quando vuoi o puoi tu. È una cosa molto bella, perché non sono più parole perse nell’etere, sono file catalogati che ti permettono di sentire quanto proposto musicalmente un giorno fa, così come sei mesi prima.

È anche per questo, penso, che tutte le major che si lamentano della situazione rischiano di chiudere (come del resto stanno già facendo). Se lo meritano? Forse. E forse non hanno più senso di esistere. Tanto licenziano comunque senza preavviso.

In passato, con i Bluvertigo, ho avuto la fortuna di conoscere una persona che purtroppo oggi non è più fra noi. Si chiamava Fabrizio Intra, e all’interno della casa discografica Sony Music credeva nel progetto a lungo termine, e quindi permetteva di fare spendere soldi all’azienda per fare dischi o video particolari, e per porre il gruppo o l’artista in cui credeva in una certa maniera. Grazie a lui, che firmava le decisioni aziendali, abbiamo potuto fare cose veramente interessanti.

Oggi è impossibile questo tipo di mentalità, perché tutto il mondo ti porta a ragionare in termini di usa e getta. Il progetto a lungo termine oggi non è possibile.

Tutto è così. Anche la tv: lo stesso talent show è la morte di quello che è la musica inedita e, appunto, il progetto a lungo termine. Di conseguenza è molto difficile, ora come ora, entrare in un sistema per sovvertirne le regole facendo cose strane.

È questa la morte della creatività del mondo discografico, non l’ascoltare (ed acquistare) musica online.