Non solo la bomba contro la scuola “Morvillo Falcone” a Brindisi che ha ucciso Melissa Bassi e mandato in ospedale le sue compagne. Giovanni Vantaggiato, il 68enne reo confesso dell’attentato del 19 maggio, ha ammesso le proprie responsabilità per un altro attentato, quello compiuto nel febbraio del 2008 a Torre Santa Susanna ai danni di Cosimo Parato, da lui accusato di averlo truffato. A riferire le dichiarazioni dell’uomo accusato di strage con finalità terrorismo l’avvocato Franco Orlando, dopo l’interrogatorio in carcere. Vantaggiato avrebbe inoltre fornito altri dettagli sulle modalità di esecuzione della strage di Brindisi, ribadendo di aver agito da solo per mettere in atto una “azione dimostrativa”. Dopo l’audizione con i pm Guglielmo Cataldi (Dda Lecce) e Milto De Nozza (Procura Brindisi), Vantaggiato ha incontrato in carcere il criminologo Francesco Bruno e la psicoterapeuta Maria Pia De Giovanni, entrambi consulenti nominati dalla difesa. 

Questa mattina il difensore aveva annunciato che il suo assistito  avrebbe risposto “alle domande dei magistrati e dirà tutta la verità” poco prima di entrare nel carcere di Lecce. L’interrogatorio di Vantaggiato, in carcere dal 7 giugno scorso, è durato tre ore. Da chiarire c’erano ancora diversi punti oscuri dell’esplosione. In particolare, i magistrati intendevano ritornare sul movente della strage e di fare luce su almeno due precedenti esplosioni, tra cui proprio quella del 2008 contro un imprenditore di Torre Santa Susanna (Brindisi), nella quale si sospettava che Vantaggiato avesse avuto un ruolo. Per il gip che ha convalidato il fermo dell’uomo, catturato dopo indagini serrate di polizia e carabinieri, l’attentatore che avrebbe voluto vendicarsi per i tori giudiziari subiti non avrebbe agito da solo, ma allo stato è lui l’unico indagato.