Niente da fare. La Croazia si conferma la bestia nera dell’Italia e ancora una volta esce imbattuta dal confronto. A Poznan finisce 1-1 con un tempo a testa. Nel primo tempo sono gli azzurri a comandare il gioco, lucidi e sicuri di sé, nella ripresa il pallino passa ai bianco-rossi con Buffon & C. rimasti negli spogliatoi. A Pirlo, in gol con una magia su punizione al 39’ della prima frazione, ha risposto Mandzukic al 27’ del secondo tempo, sempre più cannoniere della Croazia con il terzo gol in due partite. Ora, in attesa del match di questa sera tra Spagna e Irlanda, lo spettro del biscotto, ovvero di un accordo tra le due squadre, è reale.

L’Italia ha perso una grande occasione, soprattutto alla luce della numerosissime occasioni avute nei primi 45’. Una vittoria avrebbe permesso alla squadra di Prandelli di mettere una serie ipoteca sul passaggio ai quarti di finale ed invece ora bisogna sperare che Spagna e Croazia non si mettano d’accordo nell’ultimo turno esattamente come fecero otto anni fa Svezia e Danimarca, agli Europei in Portogallo. Allora finì 2-2 e gli azzurri furono eliminati. Ancora una volta la seconda gara del girone rischia di esserci fatale come con Trapattoni ai Mondiali del 2002. Ora la Croazia comanda il girone C dall’alto dei suoi quattro punti, mentre l’Italia segue a due lunghezze. Un solo punto per la Spagna e zero per l’Irlanda.

Nel primo tempo si gioca ad una porta sola con l’Italia che schiaccia gli avversari e ha tre palle gol sui piedi di Balotelli e Marchisio. Ad otto minuti dall’intervallo Pirlo, su punizione, tira fuori dal cilindro la magia del campione: palla imprendibile nell’angolino e Pletikosa battuto. Nella ripresa situazione ribaltata: azzurri molli e paurosi, con la Croazia che trova il pareggio con Mandzukic che, lasciato colpevolmente solo, trova anche l’aiuto del palo. Finisce 1-1 e nuvole grigie si addensano sull’Europeo degli azzurri.

La partita – Prandelli schiera la stessa formazione che ha pareggiato con la Spagna con De Rossi libero e Balotelli e Cassano coppia d’attacco. Di Natale, “l’eroe” spagnolo, comincia in panchina. L’attaccante del Manchester City deve riscattare il clamoroso errore contro la “Roja”, quando si addormentò a tu per tu con Casillas facendosi recuperare da Sergio Ramos a pochi passi dalla gloria. Il giocatore ha una gran voglia di rifarsi e si vede subito: nei primi quindici minuti ha tre occasioni. Prima sfiora il palo alla destra di Pletikosa facendo venire i brividi alla stragrande maggioranza dello stadio, poi il suo tiro viene respinto con i pugni dallo stesso numero uno. In mezzo un suo tiro rimpallato dalla difesa bianco-rossa favorisce Marchisio che sfiora l’incrocio dei pali dai 25 metri. Si gioca praticamente ad una porta sola con gli azzurri lucidi e sicuri della propria forza che rischiano solamente su un cross dalla destra su cui Jelavic non arriva per un soffio. Poco dopo la mezzora sembra arrivato il momento dell’ottimo Cassano, ma il suo diagonale da pochi passi finisce sul fondo.

Ad otto minuti dalla fine l’azione più clamorosa: Marchisio è strepitoso e si presenta a tu per tu con il portiere avversario con un dribbling da attaccante puro, ma Pletikosa risponde da campione e per ben due volte dice di no al centrocampista della Juventus. Ma è il suo compagno bianconero Pirlo a spaccare la partita in due su punizione pochi istanti dopo: capolavoro balistico con pallone che scavalca la barriera s s’infila nell’angolino. E’ il 39’ e l’incolpevole Pletikosa deve raccogliere la palla in fondo al sacco. La prima frazione si chiude con gli azzurri in vantaggio ma un gol potrebbe non bastare: Prandelli negli spogliatoi chiede ai suoi di non mollare e non rilassarsi. Ma la raccomandazione serve a poco. Nella ripresa, con gli stessi 22 in campo, Buffon & C. restano negli spogliatoi. Si soffre troppo e si lascia giocare troppo gli avversari. C’è da soffrire e si sapeva. C’è da sopportare la sfuriata della Croazia che schiaccia l’Italia cercando il pareggio, ma i nostri sono irriconoscibili: troppo timidi e spaventati rispetto ai primi 45’.

Modric suona la carica ad inizio frazione e in due occasioni mette i brividi a Buffon che però controlla senza troppi patemi. Prandelli capisce che è il momento di dare una scossa ed inserisce Montolivo per il deludente Tiago Motta e Di Natale per Balotelli, che lascia il campo scuro in volto, disapprovando la scelta. Ma i cambi non danno i frutti sperati visto che al 27’ gli avversari trovano il pareggio con Mandzukic, sempre più cannoniere della Croazia con il terzo gol in due partite. L’attaccante bianco-rosso è lasciato colpevolmente solo al centro dell’area di rigore e con l’aiuto del palo infila Buffon per l’1-1. La Croazia ci crede e continua a mordere le caviglie ma per fortuna non riesce a trovare il gol della vittoria che avrebbe chiuso il discorso qualificazione per l’Italia. Finisce 1-1 e la strada si fa in salita.