Scrivo queste note senza ancora conoscere il candidato presidente, o meglio la candidata presidentessa, che Monti avrà già forse indicato per la Rai. Lo faccio volutamente perché, qualunque sarà stata la scelta, sarà bene essere cauti e non dimenticare che non basta un nome a “far primavera”.

Questo presidente da chi sarà affiancato? Ci sarà un nuovo direttore generale? il consiglio sarà nominato con la legge Gasparri ? Le forze politiche, come appare quasi inevitabile, faranno il bis delle Authority?

Apprezziamo lo sforzo di Monti di mettere il naso nel dossier Rai, ma forse avrebbe fatto meglio a presentare una proposta per mettere fuori governo e partiti dalla gestione diretta, presentarla alle Camere e chiedere il voto di fiducia.
Del resto chi ha chiesto la fiducia 4 volte sull’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, perché mai non avrebbe potuto mettere la fiducia sulla riforma della Rai?
Evidentemente Monti, che pure lamenta l’ostilità dei poteri forti, ogni qual volta arriva al perimetro del conflitto di interessi deve tener conto proprio dei poteri forti, anzi di quelli fortissimi.

Per questo continuiamo a restare dubbiosi e diffidenti, perché i nomi senza un cambiamento dei metodi, delle leggi, dei comportamenti, rappresentano una condizione necessaria, ma insufficiente, gravemente insufficiente.

Chi è interessato al  “dissolvimento della Rai“, vedi la vecchia loggia P2 o P3 che sia, sta a guardare e aspetta, fiducioso e pronto a comperare frutto e albero a prezzi stracciati.

Per capire quali saranno le intenzioni basterà conoscere anche il nome del candidato direttore generale.

Sarà un esperto di aziende editoriali? Avrà nel cuore l’articolo 21 della Costituzione e richiamerà al lavoro i talenti cacciati ed umiliati? Dovrà servire solo la Rai o dovrà tenere conto anche dei voleri del signore e padrone del conflitto di interessi?

Presto, prestissimo, quando agli annunci faranno seguito le prime delibere, avremo modo, eventualmente, di ritrovare un pizzico di ottimismo.

Per ora dobbiamo notare che il presidente Monti che ora dovrebbe liberare la Rai da ogni indebita interferenza, non ha mai trovato il tempo e la voglia di recarsi negli studi della trasmissione Servizio Pubblico per rispondere anche alle domande di Santoro, di Travaglio, dei loro ospiti, sarebbe stata una straordinaria sede per lanciare il suo appello contro i cosiddetti ” Poteri forti”.

Una occasione persa, peccato per Lui!