“Gli Europei sono un impegno internazionale importante: andate, giocate bene e forza Itali”: parola del ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, che ha risposto così alla proposta provocatoria del ct Prandelli di non partecipare alla massima competizione continentale per selezioni nazionali. Le parole della Cancellieri arrivano in un momento cruciale per il movimento calcistico nazionale. Esattamente un anno fa, del resto, scoppiò il bubbone del calcio scommesse. Dalla Procura di Cremona nell’ambito dell’operazione Last Bet partirono le ordinanze di arresto per Paoloni, il portiere del Benevento accusato di avere messo un sedativo nell’acqua per stordire alcuni suoi compagni di squadra, e per Beppe Signori. A un anno di distanza le indagini continuano. A Cremona risultano indagate 44 persone, tra giocatori, ex giocatori, tesserati e mediatori vari. Al Foro Italico di Roma è in corso di svolgimento la prima tranche di processi sportivi (22 squadre: Atalanta, Novara e Siena più Serie B e Lega Pro e 61 tesserati) sulle indicazioni provenienti da Cremona. La seconda tranche (squadre e giocatori coinvolti nelle indagini delle procure di Bari e Napoli) comincerà a luglio.

IL PROCESSO A ROMA
Ieri la Commissione Disciplinare presieduta da Sergio Artico ha accolto le richieste di patteggiamento presentate dagli imputati e a loro volta accolte dal procuratore federale Palazzi. Pene lievi per i giocatori. Penalizzazioni non afflittive per le squadre, da scontarsi il prossimo anno. Premiata oltre ogni più rosea previsione la collaborazione degli imputati, ai sensi dell’art. 24 del Codice di Giustizia Sportivo. Quasi un avviso ai naviganti, ai pesci grossi che si ritroveranno in aula nella seconda tranche dei processi sportivi: collaborate e non vi sarà torto un capello. Ma arriva uno spiffero – proveniente da Zurigo dove è in ritiro la nazionale che prepara l’amichevole con la Russia – che potrebbe rimettere tutto in discussione. La Federcalcio sarebbe intenzionata ad impugnare le sentenze della Giustizia Sportiva, individualmente, qualora le considerasse troppo lievi.

Nella secondo giorno del processo la requisitoria di Palazzi si fa quindi più dura, ricorda in aula che per la giustizia sportiva non è necessaria “l’alterazione del risultato” ma è sufficiente “l’alterazione del regolare svolgimento della gara”, ovvero è la semplice ipotesi di combine, e non la sua riuscita, a dovere essere punita. Alla severa requisitoria oggi corrisponde una richiesta di penalizzazioni altrettanto severa: 27 punti per l’Albinoleffe, e 90 mila euro di ammenda; 19 per il Piacenza, e 70 mila euro; 6 punti per il Novara, con l’esclusione dalla Coppa Italia, e 50 mila euro di ammenda; 6 per la Reggina (5 per responsabilità oggettiva per Rosati e 1 per responsabilità presunta di Tamburini) e 2 per il Pescara. E via così. Ci sono anche i 10 punti per l’Ancona; 6 per il Monza con l’esclusione dalla Coppa Italia; 2 il Padova; 1 per Empoli e Ravenna.

Cinque gli anni di squalifica in continuazione, più la preclusione, chiesti per Mario Cassano, Nicola Santoni, Luigi Sartor e Alessandro Zamperini. 3 anni e 6 mesi per Federico Cossato, Nicola Ventola e compagnia. Tutti deferiti per l’art. 9 del Cgs, associazione finalizzata all’illecito sportivo: come lo erano Carobbio, Doni e Bertani, le cui posizioni erano state stralciate ieri dal processo in quanto arrestati. In totale sono 39 i tesserati per cui il procuratore Palazzi ha chiesto le squalifiche alla Commissione Disciplinare. Sentenze che la Commissione Disciplinare deciderà probabilmente lunedì pomeriggio, quando dovrebbe terminare il dibattimento in aula.

E proprio nel corso del dibattimento di oggi è intervenuto il legale della Sampdoria, la deputata di Fli Giulia Buongiorno, che ha parlato di “responsabilità surreale piuttosto che oggettiva” per la posizione della società blucerchiata, deferita per i presunti illeciti che il suo tesserato Bertani avrebbe commesso quando era tesserato per il Novara, e non già per la Samp. La richiesta del procuratore Palazzi è di 50 mila euro di ammenda per la società. Un caso limite, di responsabilità oggettiva trascinata da una società all’altra, che potrebbe fare da giurisprudenza per la Juve nel caso che Conte fosse deferito per presunti illeciti commessi quando il tecnico era alla guida del Siena. Staremo a vedere.

POLEMICA NAZIONALE
La nazionale italiana si prepara intanto a Zurigo all’amichevole contro la Russia: ultima sfida in vista degli Europei 2012. L’ambiente è scosso dalle perquisizioni a Criscito, dall’iscrizione nel registro degli indagati di Bonucci e, soprattutto, dalla vicenda legata al nome del capitano Buffon – non indagato – nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Cremona. Ma la scossa più dura la dà il c.t. Prandelli di prima mattina, ai microfoni della Rai: “Se ci dicessero che per il bene del calcio la Nazionale non deve andare agli Europei non sarebbe un problema. Ci sono cose che reputo più importanti: non mi piacciono le crociate, mi piacciono i confronti e non le prese di posizione senza pensare alle conseguenze”. Tacciono invece i vertici federali, che ieri si erano detti “stufi” per bocca del vicepresidente Albertini. Evidentemente si sono stufati di essere presi in contropiede dagli eventi dopo ogni dichiarazione rilasciata.

Parla solo Prandelli quindi, che si sofferma sulla situazione dei giocatori chiacchierati. “L’umore di Buffon? Dovreste chiedere a lui – dice riguardo al capitano -. E’ molto forte, ha grande personalità, riesce a nascondere momenti di disagio, ma nonostante questo anche a una persona come lui può pesare un momento difficile come questo. Anche i più forti possono essere tanto sensibili”. Poi il c.t. vira su Bonucci – “I giocatori della Juventus, fino a prova contraria, non hanno avuto nessun avviso di garanzia” – e assicura che né lui né la squadra staranno zitti: “Il silenzio stampa? No, non l’ho mai ritenuto giusto e rispettoso nei confronti della gente che lavora onestamente”.

Il silenzio stampa azzurro non può che ricordare il Mundial ’82, anche lì si era nel pieno di un pesante scandalo scommesse e si finì con gli azzurri campioni del mondo. La stessa cosa successe nel 2006, in piena Calciopoli. E c’è già chi cerca favorevoli auspici per l’imminente spedizione europea. “Ripeto, se si decidesse di non partire, non ci sarebbe nessun problema. Per un’ora o due, ogni giorno, possiamo andare in campo e stemperare la tensione – chiosa Prandelli – Poi, saremo giudicati per quello che daremo in campo”. Si comincia amichevolmente stasera con la Russia – in campo Buffon e Bonucci, in attacco Cassano e Balotelli – e ufficialmente domenica prossima con l’esordio a Danzica contro i campioni d’Europa e del mondo della Spagna. Se fuori la situazione è tragica, in campo non pare comunque semplice. 

CALCIOPOLI & LOTITO
Nel giorno dell’anniversario dei primi arresti che hanno dato via allo scandalo del calcioscommesse, c’è spazio anche per un tuffo nel passato su Calciopoli. Il Tar ha infatti rigettato oggi il ricorso del presidente della Lazio e ha ritenuto legittima, e quindi confermato, la sospensione da Consigliere federale decisa dalla Figc dopo la condanna in primo grado di Lotito per Calciopoli. “La sospensione ha natura dichiaratamente cautelare (…) ha il fine precipuo di tutelare l’onorabilità e l’autorevolezza degli stessi organi federali – ha sentenziato la III sezione quater del Tar del Lazio –  E dura sino a quando la vicenda penale non è stata definitivamente accertata (…) E’ proprio il carattere cautelare della sospensione dalla carica che giustifica il fatto che la stessa venga disposta allorché il giudizio penale non si sia ancora concluso con sentenza definitiva”.

LE INDAGINI A CREMONA
Mauri (Lazio) e Milanetto (ex Genoa), oltre a Pellicori, Gritti e Bertani, arrestati il 28 maggio, rimarranno in carcere. Almeno fino a lunedì. Questo è quello che ha stabilito il gip di Cremona Guido Salvini dopo che in mattinata ha interrogato Pellicori e nel pomeriggio Bertani. Stamattina Alessandro Pellicori – attualmente svincolato dal QPR (Inghilterra) – avrebbe spiegato che il collega Carlo Gervasoni gli proposte di entrare nel giro delle scommesse, ma di aver rifiutato. Durante il secondo interrogatorio, il più atteso, Cristian Bertani (ex Novara, attualmente della Sampdoria) si è invece avvalso della facoltà di non rispondere. “A Bertani sono stati contestati spostamenti e altre circostanze che risalgono a molto tempo fa; per cui ci siamo riservati la facoltà di effettuare ulteriori verifiche – hanno detto i suoi legali all’uscita – Il ragazzo è sereno, compatibilmente con la situazione in cui si trova e si riserva di rispondere dopo un più approfondito esame degli atti. Bertani si ritiene estraneo ai fatti”. La giornata si chiude con Daniele Ragone, commercialista di Gigi Sartor, accusato insieme a Sartor, Beppe Signori e Luca Burini di riciclaggio.