Il ritorno ai livelli di occupazione pre-crisi? Solo nel 2025. La previsione emerge da una elaborazione dell’ufficio studi di Confartigianato, sulla base di dati Istat e del ministero dell’Economia. Secondo l’associazione degli artigiani quindi ci vorranno non meno di 13 anni per tornare ai ritmi del 2007, un tempo molto più lungo rispetto alla recessione degli anni Novanta. In quel periodo compreso fra il 1992 e il1993 furono necessari 10 anni per tornare ai livelli pre-crisi (1990-91). La flessione dell’occupazione iniziata nel secondo trimestre del 1992, dopo essere arrivata a toccare un picco minimo nel secondo trimestre del 1995, fu infatti assorbita – viene rilevato nello studio – solo nel quarto trimestre del 2000.

Il quadro dipinto da Confartigianato è dunque di una condizione del mercato del lavoro italiano “particolarmente critica, anche in prospettiva futura”. Il tasso di disoccupazione italiano a marzo scorso – sulla base degli ultimi dati Istat – ha toccato il 9,8 per cento e tra i giovani (15-24 anni) è salito al 35,9 per cento, dato quest’ultimo che guardando alle serie trimestrali dell’Istat risulta il più alto proprio dal quarto trimestre 1992. In generale, secondo le ultime previsioni dello stesso istituto di statistica, il tasso di disoccupazione in Italia raggiungerà il 9,5 per cento nel 2012 (dall’8,4% del 2011), salendo ulteriormente al 9,6 per cento nel 2013.

Ad oggi, dunque, risulta disoccupato oltre un giovane su tre tra i 15-24enni attivi nel Paese. Sono loro tra i più penalizzati. E tra le maggiori economie europee l‘Italia, dietro la Spagna, è peraltro il paese – sottolinea l’ufficio studi di Confartigianato sulla base di dati Eurostat – con la più alta crescita della disoccupazione giovanile. Nell’ultimo triennio che comprende la “grande crisi”: tra febbraio 2009 e febbraio 2012, il tasso dei giovani under 25 in cerca di occupazione in Spagna (a febbraio al 50,5%) segna una crescita di 15,7 punti, in Italia di 8,1 punti (rispetto alla stima provvisoria sulla base della quale il tasso era salito al 31,9%, poi rivisto al 33,9%), negli Stati Uniti di 0,6 punti mentre in Francia e Germania si registra una diminuzione del tasso di disoccupazione giovanile, rispettivamente di 1,2 punti e di 2,9 punti. Il Regno Unito, con dati aggiornati a dicembre 2011, registra invece un incremento nel triennio di 4,1 punti.