“Io e Alfano respingiamo le dimissioni di Bondi”. Silvio Berlusconi respinge a stretto giro le dimissioni del suo coordinatore e lo fa rispondendo ai giornalisti all’uscita da Palazzo Grazioli. L’ex presidente del Consiglio è diretto verso l’aeroporto alla volta di Bruxelles per la riunione del Ppe. “Ho risposto su Bondi, non intendo fare altre dichiarazioni” a chi gli chiedeva se si va verso l’azzeramento del Pdl o dei suoi vertici.

Dopo la débâcle elettorale delle amministrative, il Pdl rischiava di perdere un pezzo importante. Sandro Bondi infatti questa mattina ha rassegnato le dimissioni da coordinatore nazionale, carica assunta insieme a Denis Verdini e Ignazio La Russa. Non perché si senta “colpevole” di qualcosa ma, dice, “per sottrarmi ad attacchi e denigrazioni personali che fanno parte della peggiore politica”. 

VIDEO – Pdl, Napoli: “Da azzerare Belpietro non il partito”

“Dopo aver letto tutto ciò che si è detto anche oggi sul Pdl e sulle persone che, come me, in questi anni hanno avuto responsabilità nella gestione del partito, intendo rassegnare le mie dimissioni da coordinatore – ha spiegato l’ex ministro dei Beni e delle Attività culturali nel governo Berlusconi IV- non perché reputi di avere delle colpe particolari, anzi sono persuaso di avere svolto il mio impegno con assoluta trasparenza, ma soprattutto per sottrarmi ad attacchi e denigrazioni personali che fanno parte della peggiore politica”. “Le consegno al Presidente Silvio Berlusconi e al segretario politico Angelino Alfano, fiducioso che essi sapranno compiere le scelte più utili per le idee in cui abbiamo creduto in questi anni e per gli interessi dell’Italia”, ha concluso l’ex sindaco comunista di Fivizzano folgorato sulla via di Arcore. In realtà, non è la prima volta che Bondi lascia l’incarico di coordinatore. Anche il 30 maggio scorso, dopo la cattiva tornata elettorale delle amministrative 2011, si era dimesso. Dimissioni che però non erano state accolte e che ora vengono riproposte. 

Questa mattina l’ex ministro aveva criticato l’apertura del quotidiano “Libero” che con un articolo del direttore Maurizio Belpietro intitolato “Dimettetevi tutti” rivolgeva ai vertici del Pdl un accorato invito a lasciare il potere per compiere una “rivoluzione”. Secondo Bondi nell’editoriale non ci sarebbe “una sola ragione seria, motivata e onesta delle cause vere che spiegano le difficoltà del Pdl”. Anzi, “ad essere intellettualmente onesti, una delle ragioni più evidenti delle nostre difficoltà riguarda direttamente la linea, gli argomenti, il linguaggio stesso di quei quotidiani che, come Libero, dichiarano di riconoscersi nell’area di centrodestra”. 

Si schiera dalla parte di Bondi l’ex ministro Gianfranco Rotondi, membro dell’Ufficio di presidenza del Pdl: “E’ ingeneroso attribuire responsabilità ad Alfano o Bondi. Girano rimedi più pericolosi del male, che è una sconfitta del centrodestra che prima si è fatto sfilare il governo, poi si è diviso e, infine, ha perso i comuni”.