Chi pensa che ora venga il difficile per Grillo e il suo movimento si sbaglia.

Il difficile viene per ciascuno di noi. Grillo non è eletto e il Movimento 5 Stelle non è un partito.  Non esiste alcun intermediario fra gli eletti e gli elettori. L’unico potere di Grillo  è quello della “comunicazione”. Certo la comunicazione è tanto, sopratutto quando è gestita dai signori Casaleggio, ma non è tutto (Per approfondire le critiche sul modello di comunicazione adottato vedi qui.)

Il “tutto” della politica riguarda le decisioni da prendere che sono responsabilità esclusiva degli eletti nel loro rapporto con gli elettori a cui dovranno rispondere in presa diretta. Questo è il passaggio più difficile da comprendere per gli appartenenti alla partitocrazia: a cominciare da Napolitano e poi giù giù fino a Alfano e a Vendola.

E se Grillo, o qualcuno dei suoi, impazzisce?
Che succede, per esempio, se il neo-sindaco di Parma si sveglia un giorno e decide, che ne so’, di iniziare a costruire l’inceneritore? Succede che il problema è il suo, rispetto ai suoi elettori, non del movimento.

Oppure se Grillo impazzisce e decide che tutti gli extracomunitari dovrebbero essere rimbalzati alle frontiere?

Anche tenendo presente che Grillo non decide nulla resta un fatto: che il problema non è il suo, il problema è il nostro. E’ il problema di riuscire a esercitare un controllo reale sugli eletti: ora nei comuni, domani in parlamento. Quel controllo che ci siamo lasciati espropriare dai partiti durante tutto il periodo che va dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino a oggi.

“Houston, abbiamo un problema”
Se c’è un problema vero che suscita la vittoria del Movimento 5 Stelle è di natura antropologica. Le persone che oggi hanno votato nei comuni il Movimento 5 Stelle, e chi lo voterà domani in parlamento, sono le stesse persone che fino a ieri e per 20 anni, hanno votato per un partito neototalitario come il PDL, o estremista come Lega, o affarista come come il centrosinistra.  E lo hanno fatto perchè si sentivano rappresentati: perchè in qualche misura erano simili. L’interrogativo di  questi giorni non è “cosa farà ora Grillo?”, ma “costoro che hanno votato il Movimento 5 Stelle lo sanno cosa c’è nel programma elaborato dai cittadini in rete?”

E’ questo che stupisce: vedere persone che fino a un anno fa esprimevano una cultura di (estrema) destra scegliere opzioni come:

– salario di cittadinanza

– messa in discussione delle spese militari

– abolizione degli inceneritori

– ecc. ecc.

Si tratta di scelte che riguardano lo stile di vita di ciascuno di noi. Di questioni che vanno ben al di là di una crocetta su una scheda alle elezioni. Sono questioni, però, inevitabili se vogliamo passare per la cruna dell’ago rappresentata dalla dimensione delle crisi che ci stanno di fronte (economica, demografica, ambientale).  E non è una cosa che può essere lasciata nelle mani del solo Grillo, e neppure degli eletti.