Occupy Frankfurt? Bè, insomma, mica facile. Con 5 mila poliziotti che da tre giorni presidiano il centro della capitale finanziaria d’Europa e qualche chilometro di transenne per isolare i cosiddetti obiettivi sensibili, a cominciare dalla sede della Bce, diventa un’impresa complicata far sentire le ragioni della protesta contro il potere delle banche. Eppure ieri, nell’unica manifestazione consentita dalle autorità locali, un corteo pacifico e allegro ha portato gli slogan degli indignati nel santuario del capitalismo tedesco, ai piedi dei colossali grattacieli della Deutsche bank e della Commerzbank, poco distante dall’Eurotower, che ospita gli uffici della Banca centrale europea. “Siamo qui per protestare contro il saccheggio della nostra società”, si sgolava uno degli speaker della manifestazione. E poi via con gli slogan contro il “capitalismo che affama” e la finanza che “stritola la democrazia”.

Va detto però che l’appello lanciato da una miriade di sigle della sinistra tedesca, dalla Linke fino ai centri sociali, ha raccolto meno adesioni di quanto ci si aspettasse alla vigilia. I dimostranti erano circa 25 mila, secondo gli organizzatori. “Poco più della metà”, spiegano fonti della polizia. Comunque sia andata (a occhio nel corteo c’erano meno 20 mila persone) queste cifre restano lontane dalle 40 mila presenze annunciate nei giorni scorsi dai promotori. C’erano i tedeschi, uniti nella coalizione battezzata Blockupy Frankfurt. Mancava il resto d’Europa. I più numerosi erano di gran lunga gli italiani, almeno 500, quasi tutti giovani e giovanissimi, in buona parte veneti, coalizzati sotto le insegne di Rise up (Rising Italy for social Europe). Il resto del Continente però se n’è rimasto a casa. Pochi i francesi, pochissimi gli spagnoli. Qua e là sventolava qualche bandiera della Grecia, luogo simbolo della lotta contro l’austerità imposta dalle banche. “La mia grossa grassa solidarietà greca”, recitava un cartello parafrasando il titolo di un film.

Alla fine però, una manifestazione presentata come europea, “international solidaritat” cantavano i dimostranti, si è trasformata in un corteo tedesco al 90 per cento. E qui le spiegazioni possono essere di due tipi. C’è chi vede una certa stanchezza del movimento “Occupy”, che pure ha meno di due anni di vita. Un movimento che fatica a sfondare fuori dalla cerchia dei movimenti giovanili e studenteschi. Se fosse vero sarebbe un esito paradossale: il sostegno diminuisce proprio quando i danni causati dalle politiche rigoriste diventano più evidenti in tutta Europa. Un’altra possibile spiegazione è invece più contingente, riguarda il contesto in cui la manifestazione di ieri si è svolta ed è stata organizzata. Tra mercoledì e venerdì gli organizzatori avevano programmato una serie di azioni simboliche per bloccare e occupare, da qui Blockupy, i luoghi simbolo del potere finanziario europeo.

Le autorità di Francoforte, e cioè il borgomastro Petra Roth (democristiana come Angela Merkel) hanno vietato tutto. Per tre giorni i giovani del movimento non hanno potuto avvicinarsi al distretto finanziario. Tutto chiuso. È stato impossibile accamparsi nel giardino di fronte alla Bce, come i manifestanti speravano di fare. Fino alla dimostrazione di ieri, i pochi tentativi di sfondare i blocchi sono stati neutralizzati con fermezza, ma senza violenza dalla polizia.

Nella sola giornata di venerdì sono state fermate e identificate 400 persone. Se questo era il clima della vigilia è facile pensare che molti potenziali partecipanti abbiano preferito lasciar perdere proprio per la difficoltà oggettiva di organizzare alcunché. Tanto rigore, una esibizione di muscoli che finisce per comprimere i diritti civili, ha lasciato interdetti molti tedeschi, anche schierati su posizioni lontane da quelle del movimento.

E così ieri, nel giorno della manifestazione autorizzata, gli unici a occupare davvero qualcosa sono stati i poliziotti che hanno preso possesso della città. Arrivati da tutta la Germania, gli agenti si sono schierati a migliaia lungo il percorso del corteo, che si è snodato in una sorta di circonvallazione attorno al distretto finanziario. Un gruppo di qualche decina di incappucciati è stato letteralmente sigillato all’interno del serpentone da uno schieramento di agenti. In quattro ore di dimostrazione, tra mezzogiorno e le quattro di un afoso pomeriggio, non c’è stato un solo incidente. Canti, cori, slogan e tanta musica. 

Fine corteo in pieno centro, nei giardini a pochi passi dal grattacielo della Deutsche bank. E gli unici che hanno avuto bisogno del medico sono stati alcuni poliziotti, cotti dal caldo anomalo di Francoforte nella loro pesante armatura da robocop. Rischi del mestiere.