“Le cooperative si stanno comprando i voti”. Ieri Comacchio, oggi Budrio, nella seconda tappa emilianoromagnola, Beppe Grillo va all’attacco del cuore economico della regione. Facendo un parallelismo con la situazione del Molise, dove il Tar ha annullato il voto delle regionali 2011, quando Michele Iorio del centrodestra vinse per meno di mille voti contro la candidata di centrosinistra. “Lui licenziava i dipendenti pubblici prima delle elezioni, promettendo loro che li avrebbe riassunti se l’avessero votato. Anche qui usano questi piccoli sistemi, come al sud”.

Il blogger genovese sa che la distanza tra il candidato a 5 stelle Antonio Giacon (20,4% al primo turno) e il suo sfidante, l’uomo scelto dal centrosinistra, Giulio Pierini (47% al primo turno) è tanta, forse troppa da colmare al ballottaggio. E punta il dito contro le cooperative. “Forse qui non vinceremo mai. Ma la colpa è delle cooperative che si comprano i voti”.

Grillo è tornato a riempire piazza Filopanti, per convincere gli elettori in vista del ballottaggio di domenica 20 e lunedì 21. “Non è che andiamo dalle banche e ci mettiamo in ginocchio a dire prestateci dei soldi come dicono gli altri. Loro vorrebbero appianare un debito con un altro debito”. Così Beppe Grillo ha risposto a margine del suo intervento.

A chi gli ha chiesto se il debito da oltre 600 milioni di euro che grava sulle casse del comune di Parma, dove il M5S andrà al ballottaggio, non sia una sfida che spaventa. ”Saranno anche molti di più, avremo delle sorprese – ha detto riferendosi alla cifra del debito – a Parma noi abbiamo il più grande consulente di bilanci che è un ufficio che si occupa di consulenze e interpretazioni di bilanci di un colonnello della finanza”. Ma, ha aggiunto il comico “noi non abbiamo bacchette magiche. Noi tiriamo fuori il bilancio, prendiamo atto poi con tutti i parmigiani decideremo”. Perché, per grillo, bisogna “ricominciare a vedere dove prendere i soldi. Ci sono consulenze esterne, e ci sono molti utility con Cda da 100 mila euro all’anno da 30,40 persone”.

di David Marceddu e Giulia Zaccariello