Autisti delle lussuose berline di Stato usati come servizio taxi e re magi per i 50 anni di Renata Polverini, governatore del Lazio. La location romana per i festeggiamenti è quella ora in voga per la casta: l’Open Colonna di via Milano, la bellissima terrazza ristorante del palazzo delle Esposizioni. La stessa dove ha celebrato il matrimonio Luigi Lusi, senatore ed ex tesoriere della Margherita che, secondo i magistrati romani, avrebbe pagato 31.700 euro per la cena di nozze con i soldi del partito. “Una pubblicità che ci saremmo risparmiati – dice il padrone di casa, lo chef Antonello Colonna – sono attesi 400 invitati, ci sono anche ministri e deputati”. La sala dai marmi bianchi ha al centro decine di palloncini bianchi e rosa che disegnano il numero 50, fasci di luce proiettano il numero degli anni anche all’esterno. Lo si vede persino dai giardini che fronteggiano il Quirinale.

Una band musicale prova una canzone di Tiziano Ferro, orchidee bianche e rosa sui tavoli, una nota pasticceria romana scarica dolci di ogni genere. Poi l’invito garbato del padrone di casa: “Ora dovete andare via, alla festa non sono ammessi giornalisti, d’altronde oggi il ristorante è chiuso, apriamo solo per il party”. Si entra da via Piacenza e dalla lunga scalinata di via Milano. Colonna si sofferma ancora un attimo , e ricorda: “Appena aperti, via Piacenza era il parcheggio delle auto blu, capirete bene: il Quirinale di fronte, la Consulta a pochi metri, berline di lusso messe in doppia e tripla fila”. Alle 20,30 passa un mezzo della municipale, nessuno si meraviglia del fatto che diverse auto blu con i lampeggianti siano parcheggiate sul marciapiede e di fronte alla fermata di un bus, altre sostano in doppia fila.

Da una delle auto intestate alla Provincia di Frosinone, due uomini nerboruti scaricano un enorme pacco dono. Gli autisti in blu fanno inversioni spericolate in mezzo a via Milano e, dalle 22, diventa abitudine. Le berline pagate dalla Regione cominciano ad arrivare copiose alla festa, scendono elegantissimi in abito scuro (come imposto da invito) quasi tutta la giunta regionale: il presidente del consiglio regionale del Lazio, Mario Abruzzese, l’assessore alla casa, Teodoro Buontempo, l’assessore ai lavori pubblici Luca Malcotti, quello all’Istruzione Gabriella Sentinelli, quello alle Risorse Umane Fabio Armeni e altri ancora. Arrivano poi i ministri Filippo Patroni Griffi e Andrea Riccardi. In auto pagata dallo Stato anche il viceministro al Welfare Michel Martone e non può mancare il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, già beccato poche settimane fa con auto e lampeggiante acceso allo stadio per seguire la Roma. In auto pubblica anche il collega di partito Maurizio Gasparri e un ex sottosegretario Pdl, Mario Baccini.

Ben due auto con lampeggiante per il presidente della Lazio Claudio Lotito. Scattano i flash dei fotografi all’entrata, sorriso di rito, pacche sulla schiena e abbracci tra i consiglieri regionali. Ci sono anche le soubrette Pamela Prati e Anna Falchi, il cantante Franco Califano, salutato da un amico con il braccio alzato. Si fa vivo anche l’ex piduista Roberto Gervaso, accompagnato da una bella signora. A fine serata, rimedierà un passaggio dal prefetto della Capitale, Giuseppe Pecoraro. A festeggiamenti già ampiamente cominciati, sempre in auto blu, si presenta anche il sindaco Gianni Alemanno.

I simboli sono importanti e nessuno si chiede se in tempi di tagli e ristrettezze economiche non si debba rinunciare ad andare ai party con macchina e autista pagati dai contribuenti. Contattati dal Fatto Quotidiano le risposte sono disarmanti. Teodoro Buontempo, detto “Er pecora”, già sorpreso dalle telecamere di Reportime con l’auto blu e famiglia a bordo il giorno della Befana diretto a Perugia, risponde così: “Non voglio dirvi con quale auto sono arrivato, è un mio diritto, e non voglio dire chi c’era con me”. Quando gli viene detto di essere stato ripreso, perde le staffe: “Voi sostenete che era un’auto pubblica? D’accordo, ma non rivelo comunque con chi ero”. Eppure l’articolo 4 del regolamento della Regione Lazio sulle auto di servizio parla chiaro: “Gli autoveicoli dell’autoparco devono essere utilizzati esclusivamente per l’assolvimento di compiti istituzionali. Possono altresì essere adibiti anche per servizi di rappresentanze. E – si legge ancora – in nessun caso è consentito l’impiego di automezzi per motivi di carattere personale…”. Abruzzese fa appello proprio alla “rappresentanza”: “Sono la Regione, io non mi fermo mai, sono presidente del consiglio regionale sette giorni su sette, cosa c’è di male se uso l’auto di servizio per andare alla festa del mio governatore?”.

Malcotti farfuglia più versioni a giustificazione: “Sono arrivato con l’auto blu perché di rientro da Latina per lavoro”. Gli viene fatto presente che l’autista ha atteso ore in strada e poteva essere congedato una volta arrivato alla festa: “Eh, ma io abito ai Castelli Romani e comunque l’autista non ha fatto tutto il percorso fino a casa, mi ha lasciato nel parcheggio della Regione”.

di Loredana Di Cesare e David Perluigi, collaborazione di Tommaso Rodano

Da Il Fatto Quotidiano del 16 maggio 2012, aggiornato da redazione web alle ore 13,00