Nel mio quotidiano elogio alla Cucina Bassa, letto ciò che scriveva Proust nel suo elogio della musica popolare, non ho alcun dubbio che tutti noi riponiamo lì, come nella musica, la certezza delle nostre emozioni più fragili ed intime. Così, assodato che un Lucio Battisti come un Lucio Dalla o un John Lennon circoscrivono ciò che di più prezioso si possa mai “avere”, trasformandoci in delle persone capaci di “essere” migliori di quel che saremo senza di loro, è nella memoria di un bollito avanzato che io percepisco il riaffiorare di memorie formative e indelebili.
Ed è li che oggi vado a ricercare ciò che di più grezzo e intimo ho nel mio cuore, nel mio amare, sopra ogni cosa lo stare insieme ad altri intorno ad un tavolo, condividendo in prima istanza l’altrui e il mio bagaglio.

Se vi avanza del bollito, va da sé che potrete farci, com’è noto a noi toscani, il Lesso rifatto con le cipolle, che nella mia città si chiama Francesina. Anche se difficilmente riesco a fermarmi dall’idea di farmi una frittata, sempre di bollito tritato e parmigiano, buona calda, ma fredda, e in gita fuori porta, meravigliosa. Almeno che non vi venga in mente, come a me è venuto, un altro utilizzo entusiasmante di cui vi voglio far partecipi:

L’insalata di bollito avanzato ridotto in tanti pezzettini di due/tre centimetri cubi con pari e identici tocchetti di patate lessate, una bella dose di cipolla bianca affettata finemente, utilizzando anche le sue verdi foglie, una bella dose di basilico spezzettato manualmente, più un cucchiaio di prezzemolo tritato ogni quattro patate, olio e aceto di vino. Sale e una presina di pepe chiuderanno questa sfamante e deliziosa insalata sui generis. Potrete variarla ovviamente come vi pare aggiungendo peperoni arrostiti, qualche capperino, qualche oliva di Gaeta ecc.. ecc.. Ma ricordatevi che l’essenziale incontro fra patate, lesso, cipolle, basilico, prezzemolo, olio e aceto scatena di per sé potentissime e placanti endorfine produttrici di visioni di mondi migliori.