Ha un curriculum di tutto rispetto. Era nella catena di comando de «La più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale» (cit. Amnesty International). L’ex capo della Polizia e capo gabinetto del Viminale, Gianni De Gennaro, è stato nominato sottosegretario di Stato e lascia quindi il Dis, Dipartimento informazioni per la sicurezza, che ha guidato per quattro anni, dal 2008. 

Questo Paese ha un rapporto controverso con il sangue: piuttosto che farsene carico decide di scavalcarlo e, al limite, promuoverlo. 

Abbiamo creduto che ci fosse da vergognarsi per la mancata commissione d’inchiesta sui fatti di Genova nel 2001 in occasione del G8 ( e invece siamo riusciti a fare di peggio.

E non stupisce che a correre per complimentarsi per una nomina così inopportuna siano stati in fila: Gianfranco Fini (che a Genova nel 2001 ha esercitato la propria idea di democrazia), Massimo D’Alema (e ti pareva), Francesco Rutelli, Pierferdinando Casini e (udite, udite) Schifani. A volte ti assale il dubbio che alcune ombre siano drammaticamente bipartisan, ora siamo più tranquilli: sono anche tecniche del governo dei tecnici.

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